Montolivo: «Responsabilità di tutti»
«Le colpe sono di tutti»: questo è il giudizio sul fallimento azzurro in Brasile da parte di Riccardo Montolivo, uno dei grandi assenti, fermato da un grave infortunio poco prima del Mondiale. «Quando un Mondiale va così male, come accaduto anche quattro anni fa in Sudafrica, le colpe sono di tutti – ha affermato – mi spiace per Prandelli che ha fatto molto bene ma non siamo riusciti a fare in Brasile quello per cui ci eravamo preparati». «Balotelli? Il suo contributo non è mancato – ha detto – le colpe sono di tutti, probabilmente ci si aspettava qualcosa in più in base alle sue qualità però Mario non è più un ragazzino e credo si debba assumere le sue responsabilità come sta facendo». «Vedremo cosa deciderà la Federazione per il futuro, certamente sceglierà un allenatore preparato ed esperto», ha aggiunto Montolivo. Intanto a palazzo proseguono le trattative sotterranee per arrivare alla definizione dei candidati alla successione di Giancarlo Abete. Carlo Tavecchio sta consultando tutti i comitati regionali per avere la certezza dell'adesione compatta dei suoi e intensificando anche i colloqui con Mario Macalli che dovrebbe garantirgli l'apporto della Lega pro. «La Lega Pro sarà compatta nell'elezione del presidente della Federcalcio? È un problema che non mi pongo, se lo pongono in tanti. Io non parlo con nessuno, parlerò con le società quando è il momento». È quanto ha detto lo stesso Macalli spiegando la posizione della Lega pro nel Consiglio federale dell'11 agosto quando verrà eletto il presidente della Figc. In realtà ci sarebbe già un patto di ferro con Tavecchio che garantirebbe a Macalli la poltrona di vicepresidente federale. Intanto il caso Suarez è tutt'altro che chiuso e ogni giorno si arricchisce di nuovi capitoli. Ieri la Federazione calcio dell'Uruguay (Auf) ha ufficialmente presentato ricorso contro le sanzioni inflitte all'attaccante Luis Suarez, punito con quattro mesi di stop per il morso sulla spalla dato a Giorgio Chiellini nel corso del match del primo turno tra Uruguay e Italia. «Non possiamo commentare su questo tema, perché c'è un ricorso che è stato registrato», ha detto a Rio parlando con i giornalisti Claudio Sulser, presidente della Commissione disciplinare della Fifa. Prima lo scandalo, poi – nell'ordine – le polemiche, gli attacchi, i perdoni e le scuse. Obbligato a fare marcia indietro per non finire totalmente isolato nel mondo del calcio internazionale, lunedì Luis Suarez aveva presentato pubblicamente le sue scuse a Giorgio Chiellini. Ha riconosciuto quindi che non è stato un incidente di gioco, come sostenuto nella memoria presentata alla Fifa. Non solo: Suarez si è anche impegnato a non farlo mai più. Le scuse del Pistolero, richieste anche dal Barcellona, interessato dall'attaccante del Liverpool ma pronto a chiedere ai britannici uno sconto oltre a una clausola "anti-morso", sono arrivate dopo che il Pistolero aveva scritto sui social: «Sono profondamente rammaricato per l'accaduto, mi scuso con Chiellini e con l'intera famiglia del calcio».