Si apre la caccia a chi abbandona i rifiuti
CUORGNÈ Boschi e sentieri, il ciglio delle strade, lungo i corsi d'acqua. Ovunque, lo scenario non cambia: un autentico proliferare di discariche a cielo aperto dove cittadini privi di senso civico e rispetto per l'eco-sistema abbandonano indiscriminatamente rifiuti di ogni genere, pericolosi frammenti di materiali in eternit compresi. Ma da oggi in poi sarà bene che si guardino le spalle. Potranno essere fotografati, segnalati, individuati e rischieranno pesanti sanzioni, come prevede la legge, peraltro. Si chiama Tagga il maiale, la campagna avviata dal Comune di Cuorgnè con la quale si chiede la collaborazione della popolazione per segnalare, come detto, tali gesti di inciviltà e, soprattutto, chi li compie. Uno slogan ad effetto, diretto, immediato e, al contempo, adeguato al moderno linguaggio dei social network. «Dobbiamo tutti insieme impegnarci per avere maggior rispetto dei luoghi pubblici, ognuno deve fare la propria parte - afferma il sindaco, Beppe Pezzetto -. Abbiamo chiesto alla società che si occupa della raccolta rifiuti di essere più attenta e puntuale nello svolgere il proprio compito, vogliamo intensificare l'attività di formazione verso le nuove generazioni, ma abbiamo anche il dovere di segnalare quei pochi, fortunatamente, che non hanno il minimo senso civico e abbandonano rifiuti dove capita. Ognuno di noi deve diventare cittadino più consapevole, quasi tutti hanno la possibilità di fotografare e segnalare questi gesti di inciviltà che danneggiano tutti. Non si tratta di violare la libertà dei singoli, ma di identificare quei pochi che rovinano la qualità della vita e la bellezza di questi nostri luoghi che sono un patrimonio inestimabile per tutti noi e per le generazioni future». All'interno del sito del Comune si è, dunque, realizzato un apposito spazio per comunicare, con la garanzia dell'anonimato, attraverso immagini e segnalazioni agli uffici competenti chi non si comporta in modo civile. Ma l'iniziativa sta già animando il dibattuto. E c'è chi non la condivide affatto, come il capogruppo di Cuorgnè 150, Danilo Armanni. «Un invito alla delazione» commenta lapidario. Chiara Cortese