Risarcimento per la morte di Federico

RIVAROLO Sono trascorsi tredici anni e mezzo dalla tragica scomparsa di Federico Facciolo, il ventunenne di Rivarolo che in un pomeriggio di dicembre del 2000 perse la vita in un drammatico incidente in via Bicocca. Federico era alla guida di una Fiat Punto che uscì di strada e finì la sua corsa contro un traliccio dell'Enel. Inutili si rivelarono i soccorsi e i tentativi di rianimazione dell'equipe medica del 118. Ora, dopo tanto tempo, su quella storia sono tornati ad accendersi i riflettori: in seguito alla sentenza del tribunale di Torino che ha stabilito che quell'incidente si verificò anche per le condizioni precarie in cui si trovava la strada che il giovane stava percorrendo ed ha stabilito un risarcimento, ma anche perchè i familiari del giovane, del tutto insoddisfatti, hanno deciso di ricorrere in appello (l'udienza è già stata fissata per il 14 ottobre). Il fango, dicevamo. Che copriva parte della strada, ed era causato dalla vicinanza di un cantiere dove stava lavorando la Scavi Ter Morletto, condannata a risarcire la famiglia del ragazzo con 112mila euro. Concorso di responsabilità, dunque, secondo i giudici, che hanno comunque stabilito che per il 75% la colpa fu di Federico, mentre alla Scavi Ter è stata attribuita la percentuale del 25%. Ma anche il Comune di Rivarolo, in quell'occasione, era stato ritenuto, in una certa misura, corresponsabile perchè non avrebbe segnalato adeguatamente il cantiere in atto ed eliminato il traliccio Enel, ormai dismesso. Il tribunale, invece, ha ritenuto di non dover procedere nei confronti di Palazzo Lomellini. Per i familiari di Federico, i coniugi Cosimo ed Agela Facciolo, la sentenza non rende loro giustizia ed attraverso i legali della famiglia, Matteo Bonatti e Tiziana Oggero, hanno già anticipato che non si fermeranno. Secondo loro, senza tutto quel fango Federico non sarebbe mai uscito di strada, anche se la Punto avrebbe viaggiato ad una velocità un po' sopra il limite consentito dei 50 chilometri orari, e quel palo della luce non avrebbe più dovuto trovarsi dov'era. Complessivamente, la richiesta di risarcimento è di 734mila euro, sempre che quella percentuale possa essere ribaltata (quella attribuibile a Federico, per i legali, dovrebbe essere solo nella misura del 25%, dunque). All'indomani dell'incidente fioccarono le polemiche. «Si sta scavando per realizzare altre case, c'è sempre fango, e quel traliccio da tempo avrebbe dovuto essere rimosso, le lampade sono già state tolte ma il palo è rimasto» tuonarono i residenti del vicino villaggio San Martino. Poi, furono i giorni del dolore, delle lacrime, quelle che ancor oggi due genitori versano. (m.mi.)