Condannati i fratelli che rapinarono il market
di Mauro Giubellini wIVREA Alberto Stracuzzi, 55 anni e il fratello Luciano, 58 anni, lunedì scorso, sono stati condannati con rito abbreviato a quattro anni e sei mesi per la rapina al supermarket Carrefour Express di via Aosta a Montalto del dicembre scorso. Furono arrestati meno di un'ora dopo l'assalto al supermarket, in un locale di Ivrea dove si erano fermati per bersi un caffè. Il nucleo radiomobile e i carabinieri della stazione di Ivrea li avevano rintracciati all'interno di un circolo. La loro station wagon usata per la fuga era parcheggiata davanti all'ingresso e nascosti dentro, tra abitacolo e bagagliaio, venne trovata l'arma utilizzata per la rapina (una pistola semiautomatica con un colpo in canna), un piede di porco, un coltello a serramanico, un martello. Con sè, invece, i due avevano 500 euro dei 700 che si erano fatti consegnare poco prima al market dalla cassiera terrorizzata. I fratelli, soggetti già noti alle forze dell'ordine, sono entrambi disoccupati. La rapina al Carrefour era stata studiata nei minimi dettagli ed anche la fuga era stata pianificata. Colpirono con la certezza di non trovare clienti ma solo il contitolare, una cassiera, il macellaio. Uno dei due rapinatori era rimasto nel piazzale di vedetta, l'altro ha fatto irruzione con il volto in parte coperto, impugnando una pistola che ha usato per farsi consegnare l'incasso di quel momento. Decisive per le ricerche sono state le indicazioni fornite dal personale del supermercato e in particolare la descrizione dell'auto. Elementi, questi, che i carabinieri hanno diffuso immediatamente alle pattuglie in servizio. I due fratelli, difesi dagli avvocati Stefano Caniglia e Forenza Ferrero, pensavano di averla fatta franca e si erano anche concessi una sosta al bar. Il loro ultimo caffè prima di essere arrestati e portati in carcere. Intanto, in un secondo procedimento Alberto, il più giovane dei due, si è dichiarato estraneo alla rapina alla tabaccheria Chiarletti di Cascinette avvenuta il 28 novembre. «Il mio cliente ha respinto ogni addebito» - puntualizza il suo avvocato difensore, Stefano Caniglia del foro di Torino. Alberto Stracuzzi a cui era stato notificato il provvedimento di custodia cautelare in carcere martedì scorso, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari, Stefania Cugge, a cui ha ribadito la sua innocenza. «Le indagini si sono basate su riconoscimenti fotografici che non appaiono così chiari - puntualizza l'avvocato Caniglia - E su questo aspetto lavorerò per dimostrare l'estraneità del mio assistito». I carabinieri sono risaliti ad Alberto Stracuzzi attraverso i fotogrammi dell'impianto di videosorveglianza della tabaccheria e ad alcune testimonianze.