Aggredito nella notte sull'uscio di casa

RIVAROLO Torna la paura nelle frazioni di Rivarolo, zone periferiche dove il problema della sicurezza resta una priorità per chi vi risiede. Nella notte tra lunedì e martedì un abitante di Case Mosetti, minuscola borgata a un centinaio di metri dalla più grande Obiano, ha sorpreso un uomo che stava per introdursi nella sua abitazione. Nell'intento di bloccarlo, il rivarolese è stato colpito con una mazza di legno. L'aggressore è fuggito ma i carabinieri della stazione di San Giorgio, di pattuglia in quel momento, allertati nel frattempo dall'aggredito, sono riusciti ad intercettarlo e a trarlo in arresto. Cronaca di una serata da incubo, in tutti i sensi, per uno degli ormai pochissimi abitanti dell'articolato sistema di case disseminate nelle campagne di Rivarolo. Ci ha messo del suo il maltempo che ha imperversato per buona parte della giornata, fino al temporalone delle 21 con rovesci d'acqua e folate di vento dall'intensità tale da creare grossi problemi anche nelle frazioni (ieri è stato un susseguirsi di controlli della Protezione civile sulle rogge e, soprattutto, sui canali di scolo, i maggiori responsabili degli allagamenti nelle case). A Case Mosetti vivono ormai solo un pugno di famiglie, una ventina di residenti, alcuni dei quali di origine extracomunitaria. È notte quando in una di queste proprietà la tranquillità viene rotta da un rumore sospetto alla porta d'ingresso. Qualcuno sta cercando di forzare la serratura per introdursi nell'abitazione, forse convinto di non trovarvi nessuno o, al massimo, chi ci vive immerso nel sonno. È ben sveglio, invece, un trentenne. Si avvicina alla porta con circospezione, poi l'apre di colpo e si trova di fronte T.R., 61 anni, di Cuorgnè. Ne nasce una colluttazione, ma l'aggressore ha un oggetto contundente, probabilmente una mazza. Colpisce il rivarolese più volte prima di darsi alla fuga. La vittima dovrà ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell'ospedale di Cuorgnè che dopo averlo medicato lo dimetteranno con una prognosi di sette giorni. Il trentenne, dopo l'evidente shock iniziale, riesce a riprendersi. Con prontezza di spirito telefona immediatamente ai carabinieri. C'è una pattuglia in zona. Sono militari della stazione di San Giorgio. Il rivarolese racconta rapidamente ciò che gli è accaduto e dà una descrizione dettagliata del suo aggressore. Gli uomini dell'Arma hanno elementi a sufficienza. Nel reticolato di strade e stradine campestri intercettano l'uomo, lo fermano, l'arrestano, Dovrà rispondere del reato di rapina impropria. Ieri, la notizia ha rapidamente fatto il giro delle borgate alimentando la preoccupazione dei residenti. Proprio la questione sicurezza, come detto, è stata al centro del dibattito della campagna elettorale. La gente ha paura. Valerio Grosso