Davide, doloroso addio con Vasco e i motori

di Mauro Giubellini wCUORGNÈ Non sono bastate le calde e sofferte parole dell'anziano parroco della frazione Salto, don Attilio Perotti, a lenire il vivo dolore dei familiari e degli amici di Davide Balestra, il centauro di 26 anni morto dopo un incidente stradale. Giovedì mattina, nonostante il cielo terso e lo splendido sole che baciava il selciato della chiesa la tristezza era palpabile. La si leggeva negli occhi delle squadre dei vigili del fuoco di Ivrea, in divisa e sull'attenti, in cui il secondo papà di Davide presta servizio. Era presente nello sguardo degli amici che, lentamente, sono arrivati, ad uno ad uno, ed hanno allineato ordinatamente le loro motociclette, quasi a voler proteggere la bara in noce chiaro ricoperta da girasoli. All'arrivo del feretro i pompieri hanno azionato le sirene, uno stereo ha suonato l'inno di una generazione "Siamo solo noi" di Vasco Rossi e i centauri hanno dato gas agli scarichi dei loro bolidi. E su uno di quei cavalli d'acciaio, una Yamaha appena ritirata in officina, Davide ha incontrato la morte sul tratto della ex statale 26 tra Settimo Vittone e Borgofranco. È caduto a terra. E non si è più rialzato, come era accaduto al suo mito, il campione di motociclismo Marco Simoncelli. La velocità, la sua passione e la sua debolezza. Davide i motori li amava e li conosceva. Era un bravissimo meccanico, un punto di forza della concessionaria della famiglia Bianco ad Ivrea, in corso Vercelli. Distrutta da un incendio. E quel posto di lavoro era sfumato. Ma Davide non si era abbattuto. Nemmeno un mese ed aveva festeggiato con la sua fidanzata, Ilaria, con cui conviveva a Montalto, una nuova professione: agente di commercio alla San Carlo. Davide era abituato a cadere e a rialzarsi. Lo aveva fatto a 16 anni, quando perse il papà. La vita con lui non era stata tenera. Nella casa di frazione Salto per anni era stato l'uomo di famiglia e ha sostenuto la mamma, Anita Contratto, negli anni più difficili. A lei, originaria di Locana, impiegata alle poste e poi commerciante, si sono stretti amici e conoscenti. Ma le parole, neppure quelle di don Attilio, hanno potuto cancellare qualcosa che sfiora il dolore ed approda nella disperazione. Davide, il suo bambino, è caduto. Ma questa volta non ce l'ha fatta a rialzarsi. GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO www.lasentinella.it