Virzì: «Quello di Grillo è un nazismo light»

Paolo Virzì, regista livornese vincitore del David di Donatello con il suo film "Il capitale Umano", torna sulla clamorosa sconfitta del Pd a Livorno, roccaforte rossa per 60 anni. Il regista, da sempre impegnato a sinistra, confessa di non essere sorpreso dalla sconfitta dei democratici nelle elezioni comunali. «Molti miei amici , che non sono grillini, hanno votato il candidato del M5S - spiega Virzì al temine del cerimonia di presentazione dei candidati ai David di Donatello 2014 al Quirinale - hanno fatto questa scelta perché non erano soddisfatti della politica di Livorno. Chi ha governato la città negli ultimi anni, infatti, pensava di vivere di rendita. In questo momento Livorno è morta, io non ho speranze. In 70 anni a Livorno la sinistra ha avuto dei rappresentanti eccezionali, che hanno creato una situazione virtuosa: una città operaia, inclusiva, tollerante. Ma ora le cose sono cambiate e loro sono rimasti indietro». E Virzì punta l'indice anche contro Beppe Grillo. «Mi dicono che il sindaco grillino Filippo Nogherin non è un fanatico, ma il problema in quel movimento - aggiunge - è Beppe Grillo. Mi fa una rabbia enorme, perché è una persona che non ha confidenza con la democrazia. Il suo - conclude - è un nazismo light». Proprio ieri mattina il blog di Grillo ha inaugurato la rubrica «Regista del giorno» che per una volta prende il posto di quella del "Giornalista del giorno". Il post d'esordio è dedicato proprio a Virzì per le critiche al neosindaco M5S di Livorno Filippo Nogarin. Il post riporta le parole di Virzì: «Ho sentito le sue prime dichiarazioni, seguito i collegamenti tv - dice il regista - È stato imbarazzante; imbarazzante che non sapesse rispondere alle domande che gli rivolgevano, che perdesse la pazienza, che si rifugiasse negli slogan».