M5S diviso su Farage, Grillo attacca i Verdi

di Maria Berlinguer wROMA L'alleanza con Nigel Faragecontinua a dividere i Cinquestelle ma sul suo blog Beppe Grillo ora attacca i Verdi, che molti preferirebbero come compagni di cordata in Europa. Mentre a Roma slitta ancora, forse a oggi, l'assemblea dei parlamentari M5S convocata per discutere dei deludenti risultati elettorali e di alleanze, Grillo accusa i Verdi di fare shopping tra gli eletti pentastellati in Europa. E lo fa pubblicando integralmente l'intervista concessa al Manifesto dalla candidata verde alla Commissione Ue, Ska Keller. «Noi abbiamo una posizione chiara come gruppo parlamentare: per noi è inimmaginabile una trattativa con Grillo dal momento in cui lui così chiaramente sta discutendo con Farage per formare un gruppo a Strasburgo», avverte la Keller. «Noi Verdi siamo il contrario dell'Ukip, detto questo siamo certamente aperti al dialogo con i singoli deputati 5 stelle che non sono d'accordo con Farage: noi siamo aperti a incontrare persone così non Grillo», precisa la parlamentare verde. Complice i ballottaggi il leader pentastellato, rilanciati ieri ancora sul blog dove si sottolineano i due casi di Livorno e Modena dove per la prima volta si va al ballottaggio e prova a congelare le polemiche sull'alleanza con il leader del partito britannico Ukip ricordando che sarà la rete a decidere, dopo aver esaminato punto per punto i termini dell'accordo, se dare o meno il sostegno alla «strana alleanza» sui banchi di Strasburgo. Farage però sembra ottimista. «Sono relativamente fiducioso» dice al Corriere della Sera, sottolineando che Grillo «ha una mente politica acuta». Quanto ai molti temi che dividono M5S e Ukip, Farage assicura che «ogni partito avrà libertà di voto su qualsiasi argomento: non si tratta di un partito politico ma di una matrimonio di convenienza, strategico e programmatico, una scelta intelligente». La debacle elettorale però continua a far discutere i gruppi parlamentari M5S, dove è forte il malumore anche per la gestione della comunicazione del movimento come dimostrato la scorsa settimana dal documento sull'analisi dei risultati che avrebbe dovuto restare riservato e che invece è finito alla stampa. A mezza bocca molti parlamentari continuano a criticare la gestione della campagna elettorale di Grillo e Casaleggio, considerata troppo aggressiva. E non ha convinto neanche l'ultimo affondo di Grillo che ha denunciato sul suo blog l'exploit del Pd di Matteo Renzi attribuendolo a presunti brogli elettorali, che si sarebbero verificati in seggi rossi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA