Alunni delle valli ad Antagnod

PONT Antagnod, in Val d'Ayas, è stata la meta delle gite di fine anno scolastico di un gruppo di alunni della primaria di Pont e di quella di Ronco, nell'ambito di un programma di scambi tra scuole dell'area francoprovenzale. Gli alunni delle classi quinte di Pont sono stati i primi, dieci giorni or sono, ad essere accolti nella scuola del paese valdostano dai loro coetanei che fino allora conoscevano solo per via epistolare. Nel corso dell'anno, infatti, gli scolari di Pont, sotto la guida dell'insegnante Marilena Nora, avevano intrattenuto una corrispondenza in francese con gli alunni di Antagnod. L'incontro con i bambini valdostani, che li hanno accompagnati a visitare il paese e ad ammirare il Monte Rosa, ha entusiasmato i piccoli pontesi,per i quali la gita è stata il premio per l'impegno profuso. Altrettanto entusiasti i bambini della scuola comunale di Ronco, una pluriclasse di soli quattro alunni che, giovedì 30 maggio, con la maestra Sabina Barisone, si sono recati ad Antagnod, dove li aspettavano i ben più numerosi alunni della quarta con le insegnanti Ivana Pasteur e Valentina Machet. In questo caso, la lingua utilizzata per lo scambio di corrispondenza è stata quella francoprovenzale, o meglio, i patois di Ayas e di Ronco. Un esperimento promosso dall'associazione di studi Effepi con la collaborazione della presidente del Centre d'études francoprovençales, Christiane Dunoyer, presente all'incontro. A dare il benvenuto ai valsoanesi è stato anche il sindaco, Giorgio Munari che ha assicurato l'appoggio del Comune di Ayas all'iniziativa. Lo scambio di corrispondenza, in effetti,dovrebbe continuare ed il prossimo anno è prevista la visita dei valdostani in Valle Soana. «È stata un'esperienza molto interessante che vorremmo ripetere -conferma l'insegnante di Ronco – . Il prossimo anno avremo sette alunni, di cui quattro di prima, per cui stiamo pensando a forme di corrispondenza diverse dallo scritto, magari tramite skype». «Credo sia un'ottima soluzione - concorda Valentina Machet – . Del resto, già quest'anno abbiamo utilizzato internet, poiché i bambini si scrivevano in patois tramite e mail». (o.d.p.)