Estorceva denaro a un barista

CHIVASSO I carabinieri del nucleo operativo di Chivasso al termine di un'indagine lampo, nella tarda serata di venerdì scorso, hanno arrestato Giovanni Ponente, 54 anni di Chivasso, attualmente sottoposto al regime di sorveglianza speciale. L'accusa per lui è di estorsione continuata. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, Ponente fin dal giorno successivo alla sua scarcerazione, avvenuta il 7 febbraio scorso, dopo essere stato assolto in appello per un reato legato allo spaccio di droga, avrebbe preteso il pizzo da un barista di Chivasso. Versando a Ponente 500 euro al mese si sarebbe assicurato la protezione potendo continuare serenamente la sua attività. In caso contrario il suo locale avrebbe potuto subire atti vandalici. Il barista inizialmente avrebbe ceduto alle richieste di Ponente impaurito dall'aurea di duro che il chivassese si porta dietro. Per quattro mesi avrebbe versato il pizzo. Poi ha trovato il coraggio di reagire. «Non c'è la faccio più - ha raccontato ai carabinieri. Quei 500 euro sono una bella fetta del mio guadagno mensile. Se va avanti così io rischio di chiudere». Ci hanno messo poco gli uomini del maggiore Stefano Saccocci a organizzare la trappola. Ponente era tranquillo: mai avrebbe pensato a un cedimento da parte della sua vittima. Venerdì sera si è recato al bar per intascare la rata. Il commerciante gli ha consegnato 200 euro in contanti e un libretto di assegni in bianco. Ma nel bar c'erano anche i carabinieri che lo hanno arrestato in flagranza. Dopo gli accertamenti del caso Ponente, difeso dall'avvocato Antonio Mencobello, è stato portato in carcere ad Ivrea. Non è la prima volta che per Ponente si aprono le porte del carcere. Ci era finito nel 2011 nell'ambito dell'operazione Minotauro, ma sempre con un' accusa legata allo spaccio di droga, e aveva scontato un anno e mezzo per un cumulo di pena. Era appena uscito dal carcere quando il 18 giugno del 2012, proprio davanti alla sua abitazione in via Blatta a Chivasso era stato raggiunto da 3 proiettili, esplosi da uno sconosciuto con una pistola calibro 22. Lo avevano ferito alla coscia destra e sul fianco. Soccorso dai fratelli, che abitano nello stesso condominio, Ponente era stato trasportato al pronto soccorso dove era poi stato sottoposto a un intervento chirurgico per l'asportazione delle pallottole. Era stato poi nuovamente arrestato nel dicembre del 2012 e assolto in appello. Intanto, gli esecutori del tentato omicidio non sono ancora stati scoperti, ma sembra che Ponente avesse dato fastidio a qualche esponente di spicco della malavita chivassese. (l.m.)