L'INTERVISTA»VITTORIANO GUARESCHI

DALLA PRIMA DELL'INSERTO Vittoriano Guareschi è il team manager, che proprio con Valentino e con Sky Italia ha dato vita al Team Sky Vr46, nato con l'obiettivo di far crescere nuovi piloti italiani e che nelle prime cinque prove del Mondiale Moto3 ha raccolto risultati fin qui eccellenti. La prima gara italiana dell'anno – l'altra sarà a Misano il 14 settembre – ci consente di fare un'analisi a 360 gradi della situazione del nostro motociclismo, tra vecchi campioni che si confermano ai massimi livelli e giovani speranze emergenti nelle classi minori. Ma prima di tutto c'è da parlare della pista toscana, di proprietà della Ferrari dal 1988 e dal 1991, dopo la completa ristrutturazione, inserito in pianta stabile nel calendario del motomondiale. Qui Valentino Rossi ha vinto nove volte, sette delle quali consecutivamente, dal 2002 al 2008. Il Mugello è da sempre uno fra i circuiti più amati del panorama mondiale. Quali sono le ragioni di questo amore da parte di piloti e spettatori? «Credo che la risposta vada cercata in un insieme di cose. In primo luogo la conformazione della pista, fatta di numerosi saliscendi, di curve velocissime e di un lungo rettilineo. Poi la storia di questo circuito, che ha visto memorabili battaglie e tantissimi duelli di spessore. Infine la sua posizione, nel mezzo della campagna toscana, che catalizza sempre l'attenzione di un pubblico davvero fantastico». Per i piloti di casa nostra infatti non è mai una gara come le altre. Come mai secondo lei? «Dal punto di vista della guidabilità il Mugello è una pista old style, come purtroppo non se ne fanno più, ma è anche modernissima a livello di attrezzature e di asfalto, che è stato rifatto non più di due anni fa. In più le tribune sono sempre gremite al massimo, con spettatori davvero appassionati. Un contesto così, unito alla cura di ogni dettaglio, rappresenta un connubio perfetto per i nostri piloti, che vogliono dare il massimo su un circuito casalingo». Volgendo appunto lo sguardo alla situazione dei nostri piloti finora, che effetto le fa vedere un Rossi tornato competitivo alle spalle dell'alieno Marquez? «Valentino sta bene, è in forma dopo un inverno di preparazione andato davvero bene. Ha una moto che gli piace, è riuscito a dare le giuste indicazioni ai tecnici e ha ritrovato finalmente quella fiducia e quel feeling che sembravano smarriti. Certo, c'è quel Marquez che è parecchio scomodo là davanti». Valentino sta guidando al limite o può ancora sperare di battere un Marquez che fin qui sembra invincibile? «Io credo che nessuno sia imbattibile. Certo, lo spagnolo sta vivendo uno stato di grazia unico, e in molti aspetti mi ricorda il Valentino dei primi anni di MotoGp, quando si vedeva che aveva qualcosa in più rispetto agli altri. Marquez ha dalla sua la moto, velocissima, il talento, immenso, e anche la fortuna, perché per ora tutto gli è girato bene. Al Mugello però la Yamaha potrà dare del filo da torcere alla Honda, non nei tratti diritti, dove soffre, ma nel guidato, dove potrà dire la sua. Vale sarà motivatissimo, è una buona occasione per vincere». Come vede fin qui il cammino degli altri italiani? «In MotoGp Dovizioso e Iannone hanno iniziato abbastanza bene, ma manca loro il giusto acuto. Dovizioso può far bene al Mugello, pista che gli è sempre piaciuta, e Iannone ha voglia di ottenere il suo primo podio. In Moto2 Corsi è reduce dal secondo posto in Francia, ma anche De Angelis e Pasini sono cresciuti tanto e possono sorprendere. In Moto3 poi ci sono i nostri due ragazzi del Team Sky Vr46, Fenati e Bagnaia, uniti a Bastianini, Antonelli e Tonucci, tutti piloti molto validi». I vostri due piloti, Romano Fenati in particolare, hanno iniziato alla grande. Potranno arrivare a giocarsi il titolo? «Fenati ha avuto un problema all'esordio in Qatar, poi è venuto fuori alla grande con un secondo posto e due vittorie, prima che un guaio elettronico lo appiedasse in Francia. Francesco Bagnaia è partito un passo indietro, ma sta facendo grandi progressi e nell'ultima gara si è giocato il podio fino alla fine. Per ora siamo stati in grado di mettere entrambi nelle posizioni di testa, speriamo di continuare così. Il campionato è ancora lungo, vedremo dove saremo alla fine». Alla luce di quanto appena detto, quale futuro aspetta il nostro motociclismo? Si può essere ottimisti? «Certo, io sono sempre stato ottimista e lo sono anche adesso. Saranno sempre tanti i talenti che nasceranno nel nostro paese, tutto sta nel trovarli e nel farli crescere nella maniera giusta. Il lavoro più grande va fatto nel tirarli fuori e nel guidarli verso il futuro». Il lavoro che state facendo in questo senso con il Team Sky-Vr46 è esemplare. Qualcun altro si sta muovendo come voi? «Il miglioramento non è così immediato purtroppo. È un problema perlopiù di investimenti, per ora siamo ancora in pochi a farlo. Mi auguro che altri appassionati come noi decidano di puntare sui giovani talenti in Moto2 e Moto3, perché è da lì che deve partire tutto. Senza fretta o eccessive pressioni però, dato che i ragazzi hanno bisogno di tempo per crescere». Nicola Artoni ©RIPRODUZIONE RISERVATA