«La discarica di Vespia va chiusa»

CASTELLAMONTE «La discarica di Vespia va immediatamente chiusa. L'unica cosa da fare è rimediare al danno fatto». Affermazione perentoria quella di Paul Connett, scienziato statunitense, professore di chimica e tossicologia alla Saint Lawrence University, ambientalista e tra i fondatori della strategia Rifiuti Zero.Connett si è espresso così durante l'incontro organizzato sabato al Centro congressi Martinetti di Castellamonte su iniziativa del comitato La Voce dei Monti Pelati che, come noto, è particolarmente critico sulla situazione di Vespia in generale e del tutto contrario alla possibilità di ampliamento del sito: «Non si può accettare l'espansione della discarica» ha sentenziato lo scienziato statunitense che, rivolgendosi ai presenti, ha invitato i sindaci dei 51 Comuni dell'ex consorzio Asa («Usati per quello che è a tutti gli effetti un enorme water»), ad adottare la strategia Rifiuti Zero e a trovare un posto più adatto per una nuova discarica «dove il controllo dei rifiuti sia fatto sulle cose che entrano e non su quello che esce». Riferimento chiaro, esplicito a chi è preposto ai controlli sul sito di Vespia, ovvero i tecnici dell'Arpa. Per Connett un grande errore sarebbe stato quello di «utilizzare l'ex cava di ghiaia di Vespia per stoccare i rifiuti». «Costruire una discarica in questo luogo è stata una pazzia - ha tuonato il docente americano - . È il posto peggiore che si poteva scovare dove conferire dei rifiuti, e per tutta una serie di ragioni, ma principalmente perchè il sito in questione si trova a poche centinaia di metri dal Parco naturale dei Monti Pelati e del sottostante torrente Malesina». Proprio nel corso d'acqua, lo scorso anno, erano state trovate tracce evidenti di inquinamento provocato dalla fuoriuscita del percolato dalla vasca di contenimento. Prima di bocciare senza mezze misure la discarica di Vespia, Paul Connett ha illustrato, all'ottantina di persone presenti al Martinetti, il suo decalogo su come arrivare a Rifiuti Zero. Partendo da una corretta raccolta differenziata, intanto, che significa un porta a porta fatto in modo responsabile, senza sconti. E, poi, il riciclaggio di carta, cartone, plastica, vetro e il compostaggio da riutilizzare come fertilizzante. Niente che non si sappia e che non si pratichi già, ma la differenza, nel differenziare, la possono fare i cittadini e gli addetti al servizio. Il fine serata al Martinetti non è stato, però, un'apoteosi per lo scienziato. Le sue tesi, ritenute da alcuni (tra cui il consigliere comunale del Pd, Pasquale Mazza) troppo vicine al Movimento 5 stelle, hanno indotto chi non si riconosceva ad abbandonare anzitempo il salone Martinetti. Sulla diatriba ha fatto chiarezza il presidente del comitato La Voce dei Monti Pelati, Flavia Casassa. «Il nostro comitato – ha spiegato – non ha alcuna connotazione politica, ma si rivolge solo a chi ha a cuore la salvaguardia dell'ambiente e la difesa della salute di chi vive nei pressi ed anche oltre la discarica di Vespia». Dario Ruffatto ©RIPRODUZIONE RISERVATA