«Il cielo è il senso della nostra vita»

CUORGNÈ «E ti rialzerà, ti solleverà su ali d'aquila, ti reggerà sulla brezza dell'alba, ti farà brillar come il sole, così nelle sue mani vivrai». Le note di questo toccante canto liturgico sono risuonate alte tra le volta barocche della chiesa parrocchiale di San Dalmazzo di Cuorgnè tra la commozione e le lacrime, ieri pomeriggio, giovedì, durante i funerali della dottoressa Alessandra Alice, 34 anni, medico di base con studio in piazza Boetto ed in servizio in qualità di guardia medica presso il locale ospedale civile, che ha perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto sabato scorso lungo la provinciale Valperga- Busano. Circa 300 persone presenziano al rito funebre, tra i quali numerosi colleghi medici. A presiedere le esequie è il parroco, don Stefano Turi. Laura Gelci, che condivideva con Alessandra Alice lo studio di piazza Boetto, dà lettura del primo brano, la lettera di San Paolo ai Romani nella quale si sottolinea che "mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi". Il testo evangelico scelto, invece, è quello di Luca che narra la risurrezione del figlio della vedova di Nain. Commentando le letture, don Stefano pronuncia frasi non scontate, cariche di profonda umanità, di consolazione, di speranza, che in circostanze drammatiche quanto assurde ed inconcepibili per la mente umana, quale l'improvvisa scomparsa di una persona cara, si possono trovare soltanto se vissute alla luce della fede. «Donna non piangere ha detto Gesù alla vedova di Nain, queste parole risuonano dopo duemila anni attraverso la Chiesa e si rivolgono a voi cari papà, mamma e sorella di Alessandra: non piangete – ricorda il sacerdote -. Una mamma quando perde un figlio prova un dolore inesprimibile, ha il desiderio di rivederlo, vuole che ritorni a vivere, a sorridere, a splendere. E la fede risponde a questo desiderio. Piangete, ma non sia disperato il vostro pianto, questo tempo finirà, ci rivedremo con un volto di gioia in paradiso. Con l'attenzione che ha avuto per i suoi pazienti, il Signore avrà avuto un occhio di riguardo per Alessandra. A noi resta questo dolore, la sua mancanza, ma lei è viva». «Il cielo è il senso della nostra vita – aggiunge don Stefano -. Quello che nasce dalle nostre mani finisce. Solo l'amore di Dio non finirà mai. Il suo, è l'unica speranza che non delude. Questo dolore senza Gesù è insopportabile, ma non c'è dolore che possa vincere la speranza. Se aprirete le porte a Lui sperimenterete una pace, una certezza che Alessandra è viva ed intercede già per voi. Chiediamo un cuore umile, semplice, da bambino, un cuore privo di rabbia, di rancore. La morte non è un salto nel buio, è un salto tra le braccia del Padre». Per espressa volontà dei genitori, è stata aperta una sottoscrizione in favore dell'Associazione salute canavese onlus gestita direttamente dall'Asl To4. Le donazioni andranno fatte con la causale "In memoria della dottoressa Alessandra Alice" e i proventi verranno reinvestiti nella sanità locale. Chiara Cortese