Ipotesi bonus 80 euro per le famiglie numerose
di Nicola Corda wROMA È arrivato ieri nella busta paga di milioni d'italiani, lo sconto Irpef, l'ormai famoso bonus di 80 euro per i redditi medio bassi. Riduzione contenuta nel decreto già in vigore e all'esame del Senato dal 3 giugno. L'aula è slittata di una settimana e ci sarà più tempo per cercare di allargare la platea come vorrebbe il Nuovo centrodestra, includendo tra i contribuenti le famiglie monoreddito con almeno 3 figli a carico. Operazione non semplice per le coperture, per qualcuno già a rischio e contestate perfino dai tecnici di Palazzo Madama che hanno espresso dubbi sulla certezza degli introiti dall'evasione fiscale e dal gettito Iva. Contro il decreto anche la Rai chiamata a contribuire con 150 milioni di risparmi con un prelievo dal canone e con l'ipotesi di cessione di Rai Way che gestisce i ponti di trasmissione. L'azione del governo ricomincia a pieno ritmo dopo la sbornia elettorale. Urne che spingono e rafforzano Renzi che tuttavia deve fare i conti con i numeri di una maggioranza che non è cambiata e che proprio al Senato vede gli alfaniani decisivi. Le uniche novità potrebbero arrivare dal neonato gruppo dei fuoriusciti dei 5 Stelle (12), che in diverse occasioni non hanno escluso di poter dare un apporto alla maggioranza sui singoli provvedimenti. Ma il voto di domenica e il rafforzamento della "via renziana al cambiamento" dovrà misurarsi con le altre riforme in cantiere che il capo del governo vuole portare in dote al semestre europeo e alla platea degli investitori. La prima è la revisione della Costituzione, con il nuovo Senato e la riforma del Titolo quinto, che era stata congelata e rimandata a dopo il voto, proprio per evitare condizionamenti elettorali. Domani scadrà il termine per gli emendamenti in commissione e secondo la previsione della presidente Anna Finocchiaro, potrebbe essere approvata in aula entro giugno. Tempi più lunghi per la nuova legge elettorale, inevitabilmente condizionata dalla disponibilità di Forza Italia che ora deve fare i conti con un risultato delle urne molto pesante. Visto il suo successo però, Renzi non sembra avere più tanta fretta. In rampa di lancio anche la riforma della Pubblica amministrazione. Ieri al Forum Pa, il ministro Marianna Madia ha annunciato che approderà in Consiglio dei ministri il 13 giugno, anche se il testo è in fase di elaborazione e permane qualche indecisione sulla sua natura. «La riforma in un decreto sarebbe una sconfitta – ha spiegato – il Parlamento deve lavorare senza essere ingolfato». L'obiettivo principale del governo è trovare risorse attraverso l'efficienza e la riorganizzazione della macchina pubblica, che potranno essere utilizzate per sbloccare i contratti e favorire l'annunciata collaborazione generazionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA