Risultati disastrosi Tutti fuori dall'Europa
AOSTA Le forze politiche analizzano il voto delle Europee di domenica. Ma al di là delle dichiarazioni di parte, resta un dato incontrovertibile che vale più di mille parole: nessuno dei cinque candidati valdostani siederà al Parlamento europeo. Il candidato di Uvp-Pd e Alpe Luca Barberi ha sì portato a casa una buona performance personale considerando che era un emerito sconosciuto (8128 preferenze che diventano oltre 17 mila 500 in tutto il Nord Ovest) ma senza centrare il risultato sperato. L'alleanza a sinistra ha comunque soddisfatto in modo particolare il Pd che vede il consenso sul territorio crescere in maniera significativa. «L'esito del voto costituisce un segnale di svolta dalle politiche miopi e sterilmente rigoriste delle destre, così come rappresenta un freno all'avanzata dei partiti euroscettici caratterizzati, al di là della buonafede di taluni, da un'antipolitica qualunquista e inconcludente, incentrata sulla volgare demonizzazione degli avversari – afferma in una nota, la segreteria del Pd della Valle d'Aosta - ribadendo che il quadro che esce da questa consultazione disegna un futuro diverso per la nostra Regione e non potrà non avere ripercussioni anche sull'attuale stallo politico». Per Alessia Favre, presidente Uvp, «si tratta di una vittoria collettiva delle forze di opposizione, che ci conforta nella strada autonomista e progressista che abbiamo intrapreso lo scorso anno per rilanciare l'azione politica e amministrativa contro l'oscurantismo di certa politica valdostana. Ora si tratta di perseverare con convinzione, sfuggendo alle sirene di chi vuol mantenere la Valle d'Aosta al guinzaglio». Meno entusiasta il commento di Piero Floris, presidente di Alpe: «Purtroppo, in Valle d'Aosta ha votato meno di un elettore su due e questa tendenza a disertare le urne è un problema per la democrazia. Riteniamo invece molto positivo che gli "euroscettici", almeno in Italia, non abbiano sfondato. Certo, si può parlare di vittoria alle elezioni quando si è eletti. Una legge elettorale meno penalizzante per le minoranze linguistiche e una maggiore convergenza fra le forze politiche regionali avrebbero certamente consentito che un valdostano fin da domani sedesse nel Parlamento Europeo». Un riferimento al mancato accordo con Union Valdôtaine e Stella Alpina che avevano invece auspicato sin da subito larghe intese per centrare l'obiettivo di un seggio "valdostano" a Bruxelles. Gelido il commento dell'Uv: «Com'era facile da prevedere, la Valle d'Aosta non avrà alcun rappresentante in Europa». Secondo il segretario di Stella Alpina, Maurizio Martin, il risultato del Pd in Valle premia Matteo Renzi ma anche l'attuale segretario regionale Fulvio Centoz che incarna una linea di dialogo. Poi il rammarico per la mancata convergenza su un nome solo che avrebbe reso il traguardo dell'elezione possibile per almeno un valdostano. Amelio Ambrosi