Ucciso in una battuta di caccia La sentenza il 9 ottobre

IVREA È attesa per il 9 ottobre la sentenza sulla morte del cacciatore Franco Righino, il 37enne di Pavone, ucciso dal fuoco amico durante una battuta di caccia al cinghiale nei boschi di Brosso. Nei giorni scorsi la difesa dell'unico imputato, Diego Giacomo Danni, 47 anni, di Pavone, accusato di omicidio colposo, ha cercato di smontare la tesi accusatoria secondo la quale l'imputato era l'unica persona, tra i diversi cacciatori presenti in quel bosco, a poter colpire la vittima. Gli avvocati Rosalba Cannone e Giuseppe Del Sorbo hanno puntato sulla leggerezza con cui sono state condotte le indagini da parte dei carabinieri, affermando che a uccidere Righino fu qualcuno tra il gruppo di cacciatori che quel 27 novembre del 2007 era nei boschi di Brosso. Per l'accusa, che ha chiesto una condanna a 15 mesi, dal fucile di Danni furono sparati due colpi: uno centrò il cinghiale; l'altro dopo aver colpito un ramo si conficcò nella coscia sinistra di Righino, che morì nel giro di pochi minuti a causa di un'emorragia all'arteria femorale.