«Rivarolo, una città che deve rinascere»
RIVAROLO Due anni di commissariamento hanno lasciato il segno. Ne è convinto Alberto Rostagno, 58 anni, che non a caso, nella competizione elettorale di domenica 25 maggio, ha scelto per la sua lista il nome Rivarolo rinasce. Il cognome del medico candidato a primo cittadino per una lista civica che nell'impianto ricorda molto da vicino quella di Beppe Pezzetto, attuale sindaco di Cuorgnè, capace di aggregare forze di diverso orientamento politico ed esponenti della società civile, rimanda ad un altro Rostagno, Domenico, papà del candidato, a lungo alla guida della città negli anni del boom, quando Rivarolo, per tutti, era la capitale indiscussa del Canavese. Altri tempi. La recessione, la crisi, e certamente anche gli ultimi due anni senza una guida per lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, hanno generato, anche nella città che si meritò l'appellivo di cuore del terziario, nuove povertà, disagio, un'economia che deve ripartire. «Ambiente, crescita, legalità. Abbiamo inaugurato la stagione degli slogan programmatici e ci fa piacere essere stati imitati dalle altre liste, perché riteniamo chiusa la stagione delle promesse - rimarca Rostagno - . Se il nostro slogan non fosse sufficientemente chiaro, ecco la decodifica. Ambiente. Poniamoci una domanda: di cosa ha paura la gente? La gente ha paura di respirare veleni e ammalarsi di cancro. La direzione della centrale a biomasse ha in mano i dati dei rilevatori e non intende renderli disponibili. Questo dovrebbe tranquillizzarci? La centrale scarica residui nel nostro cielo, ricevendo incentivi e ricavando introiti. A noi arriva qualcosa? Sì, per noi ci sono le polveri sottili. Per questo, se saremo noi ad amministrare, faremo in modo di monitorare la centrale salvaguardando in tutti i modi possibili la salute dei rivarolesi». « Crescita economica significa anche crescita culturale e significa sicurezza - aggiunge l'aspiramte primo cittadino - . . La microcriminalità è frutto anche del disagio che è cresciuto tra gli strati più deboli della popolazione. La nostra visione di crescita parte dalle giovani micro-imprese. Nel nostro programma c'è un incubatore per start-up. Non promettiamo 1.000, 100 o 10 posti, promettiamo di creare le condizioni affinché i posti nascano e si moltiplichino. A consuntivo vedremo se saranno 2 o 2.000». «Per quanto riguarda la legalità - osserva, ancora, Alberto Rostagno - , faremo in modo che il mondo si dimentichi che Rivarolo è stata città commissariata per mafia. Noi, invece, non lo dimenticheremo mai. Abbiamo aderito al protocollo L6 di Libera perché ci crediamo e i contenuti ci sembrano ragionevoli. Se saremo maggioranza vigileremo sulla macchina degli appalti, sulle consulenze e su tutto ciò che può costituire un pericolo per la regolare vita democratica e civile della città». Sono candidati a consigliere Francesca Bevacqua, 36, impiegata; Carla Bonaudo, 37, commerciante; Maurizio Braghiroli, 65, pensionato; Costanza Conta Canova, 19, studentessa universitaria; Francesco Diemoz, 45, architetto urbanista; Edoardo Gaetano, 62, ex sindaco di Rivarolo, dirigente servizi assistenziali; Filippo Grosso, 35, architetto; Daniele Intravartolo, 50, commerciante ambulante; Andrea Lacchi, 22, studente universitario; Claudio Leone, 46, commerciante; Mariangela Magnaneo, 37, impiegata; Michele Nastro, 55, impiegato Gtt; Massimo Paolini, 58, artigiano; Fernando Ricciardi, 60, impiegato bancario; Domenico Rosboch, 56, laureato in giurisprudenza, legale compagnia assicurativa; Lara Schialvino, 29, architetto.