Berlusconi: «La mia sentenza è infondata»
ROMA «Io tornerò in Parlamento molto prima dei sei anni perché la sentenza che ha dato il via a tutto sarà presto dichiarata ingiusta e annullata: la sentenza è una cosa assolutamente infondata». Silvio Berlusconi è convinto, ora che è tornato in tv, di poter arrivare al 25%, anche se ammette che già il 20% «sarebbe un miracolo». E punta sempre di più a conquistare il voto degli anziani ai quali, dopo aver promesso di alzare le pensioni, ora assicura che potranno avere impianti dentari fissi pagati dallo Stato, soprattutto al Sud, dove, racconta, ha visto molte persone senza denti. Francesca Pascale in un'intervista rilancia la candidatura di Marina come futuro leader, ma Berlusconi frena ancora. «Mia figlia farà quello che le sembrerà giusto, io le sconsiglio sempre di cambiare quello che fa ora molto bene», dice. Quanto a Renzi l'ex Cavaliere ammette che «è stato abile a prendersi il Pd ma purtroppo si trova ancora nelle mani della vecchia sinistra e della Cgil». Sulle riforme però l'ex premier conferma la collaborazione: «Le riforme che ha dichiarato di voler fare sono le nostre riforme, è chiaro che siamo all'opposizione ma se propongono qualcosa di bene per il Paese noi ci siamo», dice. La strada però non appare in discesa. «Hanno presentato una riforma del Senato assolutamente inaccettabile, abbiamo votato un odg che indica punti assolutamente diversi dal testo base del governo, poi abbiamo votato il testo base ma sappiamo bene che i testi base sono fatto per essere stravolti in Parlamento», avverte l'ex Cavaliere che nei giorni scorsi alla Lega che lo ha accusato di farsi ricattare da Renzi ha replicato che semmai è lui a tenere il premier in scacco perché i voti dei forzisti sono indispensabili per farle passare. L'offensiva mediatica di Berlusconi prevede una tappa da Vespa il 21, mentre ancora non è chiaro se l'ex Cavaliere tornerà da Santoro dovediede inizio alla precedente rimonta elettorale. Altri tempi e altre situazioni. Ora l'ex premier deve conciliare gli impegni in tv con la stretta sugli orari stabiliti dai giudici e l'assistenza ai malati di Alzheimerdi Cesano Boscone. Intanto Giovanni Toti liquida definitivamente il caso Scajola. «Non mi interessa se è o non è un reato avere una casa da 2 milioni di euro e averla pagata di meno: mi importa che quel comportamento gli italiani lo hanno vissuto con disagio e che è andato a ingrossare le file di Grillo e quindi è stato giustissimo non candidarlo».(m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA