Sostegno per trecento famiglie

IVREA La San Vincenzo De Paoli della diocesi di Ivrea, ha fatto il punto sull'attività svolta nel 2013 ed ha indicato, attraverso il suo presidente Romano Tirassa, le attività previste nel 2014. E, da quello spaccato, i volontari dell'associazione cattolica si rendono conto della realtà locale e degli effetti della crisi economica e della mancanza del lavoro, con sempre più famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese. In silenzio, con fede e passione, i volontari si danno ogni giorno da fare. E i dati sono impressionanti. Nel 2013 la San Vincenzo, attiva in diocesi dal 1858, ha assistito oltre trecento famiglie povere, per un totale di un migliaio di persone, alle quali sono state distribuite più di 25 tonnellate di alimenti e medicinali. Nell'ultimo decennio, dai dati forniti dalla San Vincenzo il numero degli indigenti è cresciuto del 25 per cento, con una incidenza di un numero simile di italiani e di stranieri (inclusi gli extracomunitari). «Con la speranza al servizio dei poveri» è lo slogan delle conferenze eporediesi che sottolineano: «La crisi economica ha colpito non solo il reddito di chi è stato privato del lavoro, con tutto quanto ne consegue per il soggetto e la famiglia, ma ha piegato anche la volontà di reazione. Oggi è sorto un altro tipo di povertà: quella della incapacità di reagire». A fronte di questa emergenza sociale, è necessario un cambio di passo e di prospettiva da parte della San Vincenzo che si interroga sul futuro. «Abbiamo fatto i conti - ha spiegato Romano Tirassa - non sono, come si usa dire, conti in rosso; ma per un certo verso l'emergere di alcune necessità impellenti, fuori dalla solita e pur necessaria borsa viveri ci rallegra e ci stimola verso il cambiamento, verso il miglioramento sociale del bisognoso». In questo mutato quadro di riferimento, il presidente della San Vincenzo De Paoli diocesana ha messo in risalto le collaborazioni ottenute da più parti per far fronte comune alla nuova povertà. Tra le iniziative comuni, Romano Tirassa ha ricordato il buffet di beneficenza, nato con il contributo del Lions Alto Canavese e una sorta di gemellaggio con la Conferenza delle famiglie ed il sodalizio alto canavesano, il pranzo offerto dai giovani del Rotaract di Ivrea a un centinaio di persone bisognose; la cena di capodanno offerta dal gruppo dei Tuchini alla scuola di Banchette e, più recentemente, la celebrazione penitenziale promossa dal consiglio centrale eporediese ed i confratelli del convento benedettino di Chivasso. «Eventi questi - ha concluso Romano Tirassa - che ci hanno permesso di far conoscere all'opinione pubblica, non solo l'attività di servizio svolta dalle conferenze San Vincenzo, ma di rendere noto il continuo aumento delle famiglie e di singoli bisognosi che, ogni giorno, bussano alla nostra porta per un aiuto. Una sinergia tra pubblico e volontariato che fa della San Vincenzo eporediese un'associazione attiva, volta al continuo miglioramento, per la soddisfazione dei bisognosi in tutta la diocesi di Ivrea». Sandro Ronchetti