«Certezza di reddito nel periodo di crisi»
IVREA Sono state oltre trecento le persone da tutto il Canavese che, in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio, si sono recate in piazza Ubertini, a Caluso, per la manifestazione dei tre sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil che ogni anno viene ospitata in una città diversa. Ad accogliere i responsabili sindacali canavesani delle tre organizzazioni, Rita Castelnuovo della Cgil, Sergio Melis della Cisl e Luca Cortese della Uil, è stato ovviamente il padrone di casa, il sindaco Marco Suriani, che ha porto il proprio benvenuto agli intervenuti e ai colleghi sindaci di Cuorgnè e Ivrea, Beppe Pezzetto e Carlo Della Pepa, alla rappresentanza del Comune di Castellamonte, al presidente del Ciss- Ac, Elio Lepore, e alla responsabile del Centro per l'impiego di Ivrea, Armanda Romano e l'onorevole del Pd Francesca Bonomo. Dietro agli oratori un grande striscione con l'imperativo indicato dalle tre organizzazioni: «Il Governo deve pagare la cassa in deroga». La festa del lavoro e dei lavoratori, in Canavese, si è dunque svolta fluidamente a Caluso, con la breve interruzione per un applauso di solidarietà rivolto ai partecipanti al corteo del Primo Maggio a Torino, dove ci sono stati scontri con gruppi No-Tav e antagonisti. Drammatici ed emblematici gli interventi dei due lavoratori. A partire da Luca, dipendente in cassa integrazione della Telis, nel comprensorio ex Olivetti, a Scarmagno, dove regna una «situazione che lascia i lavoratori in uno stato di abbandono, senza alcuna certezza nè per il presente né per il futuro». «Attualmente – ha rimarcato - quelli che lavorano sono circa 60, mentre più di 140 persone con relative famiglie sopravvivono con un anticipo di 700 euro erogato da una banca grazie a un accordo firmato con la Provincia e tutto questo perché la cassa integrazione non è stata ancora autorizzata». E poi Cristina, precaria della scuola, intensa nel proprio messaggio: «Mi chiamo Cristina, ma mi chiamo anche Francesca, Alessandra, Stefano, Claudia, Matteo… Io sono tutti i 500.000 precari della nostra scuola italiana che vivono una condizione che impedisce a ciascuno di costruirsi un futuro stabile per sé e per i propri figli. Precari costantemente sull'attenti, in attesa, ogni giorno, di una possibile chiamata: un esercito che bussa alla porta della stabilizzazione. Chiediamo alla politica che davvero la scuola sia al centro degli investimenti a partire dalla stabilizzazione dei precari per garantire continuità e qualità d'insegnamento». A nome delle tre organizzazioni sindacali si è quindi espressa Rita Castelnuovo, responsabile Cgil del Canavese, che partendo da temi a livello nazionale, si è addentrata in un'approfondita disamina del lavoro a livello locale negli ultimi trent'anni fino ba una lucida analisi della stuazione presente. «Con la Regione Piemonte - ha richiamato, tra l'altro, Castelnuovo- a fine marzo, è stato raggiunto un accordo per l'estensione di tre mesi degli ammortizzatori sociali, tuttora privo di copertura finanziaria. Riteniamo urgente e inderogabile che vengano promulgati decreti di copertura finanziaria, previsti tra l'altro dalla legge di Stabilità 2014, e che il Governo operi per dare certezza di reddito a tutti i lavoratori che, a causa della crisi, si trovano in grave difficoltà». Franco Farnè GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO www.lasentinella.it