I residenti: «Non ne possiamo più»

IVREA È una vero e proprio nubifragio quello venuto giù, intorno alle 21.30 di giovedì scorso, dal cielo di Ivrea. Un nubifragio dagli effetti devastanti, soprattutto in via Torino, dove i problemi dovuti a condutture e scarichi obsoleti e alla conformazione del luogo, si manifestano sempre più drammaticamente a ogni precipitazione intensa di pioggia. È sufficiente un quarto d'ora di pioggia intensa, infatti, perché molte cantine e garage, quando non locali commerciali o di abitazione al piano terreno degli edifici lungo alcuni tratti della via, si allaghino e quanto contengono venga devastato dalla furia dell'acqua. Sono in tanti, la mattina del giorno dopo, venerdì, dopo l'intervento notturno della Spurgo service e quello diurno dei vigili del fuoco di Ivrea, a darsi ancora da fare con pale, secchi e stracci per svuotare, pulire e asciugare. Tra questi Davide Vecchini e la moglie Loredana Mascolo che raccontano: «Seguivamo alla finestra l'intensificarsi della pioggia, quindi siamo corsi a portare in salvo le automobili e a issare le moto e le biciclette sulla veranda. Nel giro di un quarto d'ora l'acqua, in cortile, è salita di circa mezzo metro. L'aspetto inquietante della vicenda è che ormai simili allagamenti sono una preoccupazione fissa quando si è lontani da casa e si spera non piova». «Ieri sera (giovedì ndr) il sindaco Della Pepa e il vicesindaco Capirone sono stati qui fino a dopo mezzanotte. –sottolineano i due – Da tre anni a questa parte, a ogni allagamento, loro ci sono sempre, è vero, ma è anche vero che, a parte la presenza costante ed encomiabile, non hanno mai risolto nulla. Nulla è stato fatto per le condutture, troppo strette per accogliere una simile portata d'acqua, né per gli scarichi, spesso intasati. Di rimborsi, poi, non se parla: dall'agosto 2010 a oggi i danni ammontano a più di 20.000 euro e nessuno ci ha mai fatto sapere nulla in merito. Senza contare che l'acqua in cantina, a lungo andare, può minare la sicurezza dell'edificio, e che il livello di cortile e giardino, nel tempo, è calato di oltre dieci centimetri». Poco distante, Matteo Stella sta ripulendo un magazzino dove l'acqua è salita per circa mezzo metro: «Non se ne può più –afferma – una volta un tosaerba, un'altra una sega elettrica: i danni si sommano ai danni». È andata meglio a Stefano Scullino, titolare del bar gelateria Ice cafè: «Con un sistema di paratie fatte appositamente realizzare e che vengono inserite in appositi binari a chiudere ogni apertura, ho risolto momentaneamente il problema». Franco Farnè GUARDA FOTOGALLERY E VIDEO www.lasentinella.it