Grasso: «Reati da perseguire» Lettera di minacce all'ex pm
di Annalisa D'Aprile wROMA L'ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso è stato accusato di aver «tradito» la lotta a Cosa nostra da anonimi «cittadini di Palermo». Ma le minacce arrivate al presidente del Senato sarebbero la conseguenza, secondo lo stesso Grasso, della sua proposta, espressa l'altro giorno, di avviare una commissione d'inchiesta in Parlamento sulle stragi insieme alla declassificazione degli atti. «I fatti sono cronologicamente in successione», racconta Grasso ai giornalisti riferendosi alla tempistica della missiva intercettata al meccanografico di Palermo. Nella lettera divenuta oggetto di un'inchiesta della procura, inoltre, ci sono «minacce anche nei confronti di mia moglie e dei miei familiari, si parla di acido in faccia e di cecchini appostati vicino casa in grado di colpire un centesimo di euro», aggiunge l'ex procuratore a margine del convegno svoltosi ieri in Senato per i «70 anni dalle stragi nazifasciste». La lettera che il presidente del Senato definisce «farneticante» e che conteneva anche un flaconcino in vetro riempito con un liquido giallo, è ora al vaglio degli inquirenti palermitani, in stato di massima allerta. Parlando di stragi, Grasso dice che «per saldare, almeno in parte, il nostro debito con le vittime e con i loro familiari è necessario proseguire, con tenacia e determinazione, su questa strada, inchiodare i responsabili alle proprie colpe, siano essi tedeschi o italiani, perché i crimini contro l'umanità non possono essere né prescritti, né archiviati». «Nè, tantomeno, dimenticati. Devono essere perseguiti, non per vendetta, ma per spirito di giustizia, anche decenni dopo che sono stati commessi», ha aggiunto». Al convegno hanno partecipato anche alcuni sopravvissuti alle stragi, come Virginia Macerelli, Emilio Martini, Antonino Ferlito, Fernando Piretti, Maddalena Gazzetta. E proprio questi cinque sono tra i protagonisti del libro di Pier Vittorio Buffa, «Io ho visto» (edito da Nutrimenti), di cui l'attrice Pamela Villoresi ieri ha recitato alcuni brani. «Il libro raccoglie trenta storie - racconta l'autore - testimonianze di uomini e di donne sopravvissuti alle stragi naziste del '43, '44 e '45». ©RIPRODUZIONE RISERVATA