Caso Telis, cinque Comuni scrivono al ministero
SCARMAGNO Cinque Comuni scrivono al ministero dello Sviluppo economico per il caso Telis. Dopo l'incontro della scorsa settimana in municipio a Ivrea, dove i lavoratori Telis (350 in Italia, dei quali 204 a Scarmagno) hanno espresso le loro preoccupazioni rispetto a una situazione che, dopo l'incendio del 19 marzo 2013, non ha fatto altro che peggiorare. E, al di là di quanto raccontato a sindacati, sindaci e lavoratori dall'assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto, che ha parlato di una multinazionale interessata a insediarsi in Canavese e a riassorbire un numero imprecisato di lavoratori Telis, i sindaci di Ivrea, Carlo Della Pepa, Strambino, Savino Beiletti, Romano, Oscarino Ferrero, Scarmagno, Pier Luigi Bot Sartor e Pavone, Maria Aprile, hanno firmato una lettera a Gianpiero Castano, responsabile per il ministero dello Sviluppo economico del tavolo già aperto sul caso, per sollecitare attenzione sulla questione. E si chiede, in particolare, di sollecitare Telis alla presentazione di un piano industriale che tenga conto dei livelli occupazionali di Scarmagno. La società, nel dicembre scorso, ha presentato istanza al tribunale di Roma per essere ammessa al concordato in continuità ed entro il 6 maggio deve presentare il piano. Si tratta di un passaggio fondamentale. Sulla base del piano, il tribunale deciderà l'ammissione al concordato (e quindi la possibilità di proseguire l'attività) o il fallimento. I sindaci hanno ricordato gli effetti della crisi sul territorio e sottolineato come la perdita di altri posti di lavoro sarebbe un fatto inaccettabile. Telis, da parte sua, ancora nei giorni scorsi ha confermato di voler proseguire l'attività e di stare lavorando al piano. Non si sa, però, quali siano le prospettive occupazionali. (ri.co.)