Ragazza calpestata, poliziotto sott'accusa
ROMA «Camminavo guardando in alto, controllavo se arrivassero verso di noi bombe carta. Non mi sono accorto di nulla, credevo di aver calpestato uno zaino». Ha tentato di difendersi così il poliziotto immortalato sabato mentre calpesta una manifestante, già bloccata a terra da un altro agente, durante gli scontri scoppiati nella zona di via Veneto in occasione della manifestazione per la casa a Roma. L'agente, un artificiere, ora è indagato dalla procura di Roma per lesioni con l'aggravante dell'abuso di potere. Ieri è spuntato un altro video di un pestaggio a un manifestante, molto più violento, e anche su questo si aprire un'inchiesta. Al momento all'attenzione del magistrato non è arrivata alcuna denuncia da parte della giovane manifestante, Debora Angrisani. Andrea Coltelli, l'amico 19enne che nelle immagini appare mentre cerca di proteggerla con il proprio corpo, conferma: «All'agente al massimo daranno qualche mese di sospensione e poi tornerà. Ci sono poliziotti che hanno fatto molto peggio, persino ucciso, per questo non abbiamo alcuna intenzione di fare denuncia: la giustizia italiana l'abbiamo già vista sabato». Coltelli dice che l'amica è dolorante al braccio e alla zona calpestata, mentre lui ha avuto dei punti di sutura in testa. Il reato di lesioni è perseguibile d'ufficio solo in caso di ferite giudicate guaribili in oltre venti giorni ma non è escluso che chi indaga possa verificare la documentazione medica per risalire all'entità del danno procurato da quello che il capo della polizia, Pansa, lunedì ha definito come «un cretino». Nella relazione inviata dalla Digos a piazzale Clodio è stata allegata anche la ricostruzione dei fatti fornita dall'agente. L'artificiere ha detto di «non essersi accorto» che quella in terra era una persona. «Credevo che fosse uno zainetto - ha spiegato - stavo controllando la situazione e se ci fossero bombe carta lanciate nella nostra direzione». Intanto, su Repubblica.it spunta un altro video, che documenta un episodio che sembra ancora più violento del primo. Una felpa bianca, sdraiato in terra con le mani sul volto, per proteggersi dai calci e dalle manganellate sferrati da alcuni poliziotti. Un filmato che documenta un pestaggio da parte degli agenti contro uno dei manifestanti.