Anna Maria, morte avvolta nel mistero

di Mauro Michelotti wRIVAROLO La villetta di via Cerrano è immersa nel verde. A sinistra una distesa di prati, in lontananza Vesignano, sullo sfondo le cime ancora innevate delle montagne dell'Alto Canavese. Un ragazzo suona il campanello. In casa non c'è nessuno. Lascerà un biglietto. Ha nello sguardo tutta la sofferenza di chi Anna Maria l'ha conosciuta bene, ne ha condiviso per un po' il percorso, poi strade diverse. La memoria va agli anni delle superiori. Lei frequentava il liceo pedagogico alla Santissima Annunziata, che per tutti, a Rivarolo, è semplicemente le Orsoline. Anna Maria è morta. Di una morte che è ancora avvolta nel mistero. Oggi, sul corpo di questa ragazza "bella dentro e fuori", 37 anni, verrà eseguito l'esame autoptico. Lo ha deciso la Procura di Torino che ha avviato le indagini dopo il decesso avvenuto al Martini di Torino in seguito alla somministrazione di una pillola abortiva, la RU486. Una vicenda che ha avuto, ed avrà ancora, un'eco internazionale. C'è persino la richiesta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di riferire in Parlamento. Il dibattito è vivo, dunque, ma a Rivarolo, più della curiosità morbosa, come spesso accade in circostanze simili, della necessità "del conoscere ogni dettaglio", è già il tempo del lutto, del dolore composto, dell'esigenza di star vicini a una famiglia, come quella della scomparsa, molto conosciuta in città, parte integrante della comunità parrocchiale ed espressione di questa stessa comunità nell'articolazione dei bisogni. Dalla parte di chi soffre, dunque, spesso degli ultimi. Ora la sofferenza è tutta dei genitori, delle sorelle di Anna Maria, del bimbo di pochi anni, ma anche di quell'universo che a lei si affidava o che con lei interagiva nel combattere piccole, grandi, faticosissime battaglie della vita. E che in rete scrive di lei, si interroga, si chiede il perché, maledice un destino che l'ha sottratta al tutto di quello stesso universo che ora sembra si stia sgretolando, come la cometa che viaggia a velocità supersonica in cielo e poi esplode e si frantuma brillando di una lucentezza mai vista. Al telefono il padre Piero ribadisce le poche cose dette, comprensibilmente, in questi giorni: «I funerali? Non sappiamo. Siamo qui in attesa che tutto faccia il suo corso». E il suo corso è l'inchiesta, i suoi mille aspetti, le novità legate alla somministrazione del farmaco, anzi, dei farmaci, visto che sono tre quelli che Anna Maria ha assunto. Il ragazzo si allontana dalla villetta, lo zainetto in spalle, gli occhi liquidi. Quelli di Anna Maria, racconta, erano bellissimi. Venature d'oro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA