Solidarietà e indifferenza sul caso Franchetto
IVREA «Valeria Franchetto sappia che se il caso della sua decadenza arrivasse in consiglio comunale io voterei perché lei possa rimanere. E invito gli altri consiglieri a fare altrettanto». Tommaso Gilardini, capogruppo di Coscienza civica eporediese, è il primo a intervenire sul caso dell'avvio del procedimento di decadenza della giovanissima consigliera comunale del Pd. Dopo tre assenze consecutive al Consiglio, la presidente Elisabetta Ballurio ha attivato la procedura di decadenza chiedendo a Franchetto, attivista di Libera e studentessa a Trento, di fornire le giustificazioni. Franchetto è stata assente il giorno 27 novembre (il Consiglio era stato convocato per il 25 con la specificazione che, se non si fossero esauriti gli argomenti, la seduta sarebbe proseguita mercoledì 27), il 20 dicembre e il 10 febbraio senza giustificati motivi. E questo ha determinato l'apertura del procedimento anche se le interpretazioni formali divergono. Per Ballurio, in sintesi, si tratta di un'adunanza con due sedute e l'assenza di Franchetto del 27 è quindi nel conteggio delle tre mentre nella notifica ai consiglieri si legge che la seduta del 25 poteva «proseguire» il 27 nella «medesima adunanza» due giorni dopo. Interpretazioni del regolamento a parte, Gilardini, 27 anni, sa sulla propria pelle cosa significa studiare e lavorare fuori Ivrea. E dice: «Premesso che io non sono mai mancato tre volte consecutive al Consiglio, quando sono stato alcuni mesi in Spagna per motivi di studio, in un'occasione avevo preso un aereo per tornare e non saltare la terza seduta. Voglio, però, dire una cosa». Prego: «Dobbiamo decidere se vogliamo i giovani nelle istituzioni oppure no. E i giovani, per proseguire gli studi e poi lavorare, devono lasciare Ivrea. Io capisco benissimo le ragioni di Franchetto, una brava ragazza, molto perbene, che dedica il suo tempo alla città come tutti noi senza ricevere compensi. Il momento del Consiglio è importante da un punto di vista politico, ma se una persona vuole impegnarsi e dare il suo contributo in termini di idee lo può fare anche se non è sempre fisicamente presente». E aggiunge: «Deve essere eventualmente Valeria a decidere lasciare, se non può portare avanti il suo impegno». Fabrizio Dulla, capogruppo del Pd, è lapidario: «Le sono state chieste delle spiegazioni così come previde lo statuto. È davvero prematuro esprimere un giudizio oggi senza conoscere le ragione che hanno portato la collega Franchetto ad assentarsi alle sedute». Diego Borla, capogruppo Forza Italia, è tranchant: «Non ho parole. Diciamo che vogliamo i giovani nelle istituzioni e poi? Franchetto è una brava ragazza, è nella mia commissione e, quando non può venire, mi avvisa. Io sono solo contento quando ci sono giovani come lei che si avvicinano alla pubblica amministrazione. Il regolamento? Il regolamento dice tante cose, se è così bisognerebbe anche applicarlo scrupolosamente su tante altre cose». E avvisa: «Io quella decadenza non la voterei». Distaccato è Alberto Tognoli, lista dei cittadini Mpp: «Io mi asterrei. Non è una questione che mi appassiona. Anzi. Riguarda il gruppo. Dico, però, che se una persona si prende un impegno e non lo può portare avanti, dovrebbe essere lei stessa a lasciare». Neanche Pierre Blasotta, Movimento 5 stelle, si appassiona: «Se c'è un regolamento si applica. Mi pare davvero che ci siano problemi ben più importanti da affrontare. In ogni caso, voglio ricordare che è un privilegio sedere in Consiglio e l'impegno deve essere garantito e mai sottovalutato». Si riserva di approfondire la questione Francesco Comotto, Viviamo Ivrea: «Io sono per il rispetto delle regole. Se poi, ci saranno delle giustificazioni da esaminare lo farò e se c'è da votare lo farò secondo coscienza». Indulgente Matteo Olivetti, Ivrea più bella, in maggioranza: «Se ci sono delle regole vanno rispettate e se le assenze hanno determinato l'apertura del procedimento era giusto farlo. Valeria è una ragazza giovane che si è avvicinata alla vita amministrativa e studia fuori città. Capisco che l'impegno possa risultare gravoso e mi spiace. Io, comunque, non voterei la decadenza. Credo che lei abbia già capito il richiamo e l'importanza di sedere in Consiglio». Massimiliano De Stefano, Moderati, al momento non si esprime: «Se e quando la questione approderà in Consiglio comunale ascolterò le motivazioni dell'una e dell'altra parte e deciderò il da farsi». (ri.co. vi.io.)