Bernadette, reliquie tre giorni in città Preghiere e iniziative

IVREA Il presidente dell'Unitalsi (l'Unione nazionale trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) eporediese Marco Tampellini ha ufficializzato la notizia dell'arrivo ad Ivrea delle reliquie di Santa Bernadette (Marie Bernarde Soubirous: 1844 - 1879) nell'ambito della peregrinatio della protagonista delle 18 apparizioni della Madonna nella Grotta di Massabielle a Lourdes nel 1858, santificata dalla Chiesa nel 1933. Le reliquie di Santa Bernadette, concesse eccezionalmente dal parroco di Lourdes, Jean Francois Duhar (che le custodisce gelosamente nella chiesa parrocchiale della cittadina francese) saranno ad Ivrea, per essere esposte per la prima volta alla devozione dei fedeli per due giorni, da martedì 22 aprile a giovedì 24. La peregrinatio, programmata in tutta Italia, saranno portate nel mese di aprile nelle diocesi piemontesi dove è presente l'Unitalsi ovvero Asti, Alba, Fossano, Cuneo, Torino, Aosta, Ivrea, Pinerolo e Susa. Il programma della tre giorni eporediese delle reliquie di Santa Bernadette è in via di definizione e verrà reso noto dopo essere stato concordato e approvato dal vescovo Edoardo Aldo Cerrrato. «È la prima volta che ad Ivrea è presente una reliquia diretta della Santa di Lourdes e grande è stata, ovviamente, l'emozione quando è giunta la notizia di questo regalo - ha commentato il presidente Marco Tampellini - tanto più grande anche per la coincidenza della presenza della Santa adIvrea con la Pasqua e la canonizzazione di Giovanni XXII e Giovanni Paolo II». «L'Unitalsi di Ivrea - ha anticipato Tampellini - è in fermento per la gioia del momento e per l'organizzazione delle giornate affinché tutti possano ritirarsi in preghiera davanti a questa piccola donna, ultima tra le ultime, più ignorante di tutte le ignoranti, ma talmente forte da accettare e diffondere il messaggio affidatole da Maria in quella umile e nascosta grotta. Questa volta, Santa Bernadette non si nasconde più e viene a trovarci nella nostra diocesi». Sandro Ronchetti