Oltre 900 vittime della mafia ricordate nel giorno di Libera
CUORGNÈ Scout e Spi Cgil, Mastropietro e sezione soci Coop, Alpini ed Anpi, i ragazzi del Dynamic District e le ragazze della comunità musulmana del gruppo culturale Generatio Pacis, i sindaci di Cuorgnè, Cintano ed Ozegna in fascia tricolore, i responsabili dell'Avis e di Una casa per gli amici di Francesco, vigili urbani e carabinieri, gli studenti delle quarte dell'Iis 25 Aprile. I mille volti e le mille espressioni della società civile (nella foto alcuni dei partecipanti) si sono date appuntamento venerdì mattina, nella piazzetta interna del municipio di Cuorgnè, per partecipare alla semplice quanto intensa manifestazione promossa dal presidio Libera Luigi Ioculano per commemorare la XIX Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle oltre 900 vittime innocenti della mafie. Il parroco, don Stefano Turi, ha ricordato la visita compiuta con altri sacerdoti nel 2002 nel quartiere Brancaccio di Palermo dove conobbe il successore di don Puglisi. «Quel giorno ho visto l'inferno - ha affermato don Stefano -. Don Mario ci raccontò che in occasione della processione eucaristica alcune famiglie aprivano i cancelli per aizzare i cani contro la gente, mentre vicino alla chiesa c'era un posto in cui scioglievano le persone nell'acido». Sulle note delle chitarre degli scout, si è, quindi, proceduto con l'interminabile elenco di nomi più o meno famosi di uomini e donne, comuni cittadini, studenti, imprenditori, magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine, sacerdoti che hanno pagato con la vita il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata. Gli studenti del 25 Aprile hanno affisso ad un albero disegnato su di un cartellone frasi contro la mafia ed i nomi delle vittime. Un unico neo: la scarsa partecipazione della cittadinanza. Analoga cerimonia si è tenuta in piazza Garibaldi a Rivarolo. Alcuni componenti del presidio Libera Luigi Ioculano, sabato, a Latina hanno preso parte alla manifestazione nazionale. Ma al di là del rammarico per l'adesione ridotta all'evento, a Cuorgnè, resta la consapevolezza che Libera è una realtà, ormai, anche in Alto Canavese. (c.c.)