Parte la bonifica del sito ex Alkim

di Simona Bombonato wBORGOFRANCO Novelis dà il via alla bonifica di 100 metri quadri del sito dell'ex Alkim (all'interno dell'area ex Alcan) inquinati da rame, piombo, idrocarburi oltre i limiti di legge consentiti ai siti industriali. Si tratta della stessa area che nel 2006 Alkim segnalò come contaminata in 5 degli 8 punti all'epoca sondati, per la quale le analisi di Arpa dissero lo stesso nel 2012 motivando la variante al piano di bonifica approvato solo a dicembre dalla Provincia di Torino. La bonifica è in corso, intendendo con ciò le operazioni di interramento e asfaltatura permanente (capping) già effettuate su altri 10mila metri quadri dell'area industriale che per gli ambientalisti avrebbero però una durata media non superiore ai 20 anni. Da Novelis la conferma: «Stiamo intervenendo sul punto ex Alkim – fanno sapere della sede di Bresso, a Milano –. Le attività di bonifica termineranno nella primavera di quest'anno». La bonifica dell'intero sito industriale (60 ettari tra Borgofranco, Settimo Vittone, Quassolo dei quali Novelis ha bonificato solo i 20 ex Alcan per 3 milioni di euro) è tutt'altro che chiusa. Legambiente e il Comitato Dora Baltea che respira avrebbero preso contatti con i proprietari dei terreni – i costruttori Bertino di Quincinetto – per un faccia a faccia. Notizia non confermata, mentre ufficiale è la convocazione sabato 29, alle 9.30, alla sala Choc di via Guido Rossa, di un convegno utile a fare il punto sullo stato della zona produttiva di Borgofranco dopo un secolo di inquinamento guardando a una sua possibile riconversione. Ci saranno tra gli altri il vicepresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e l'assessore provinciale Roberto Ronco. In estrema sintesi, la bonifica ha interessato il cuore della produzione di alluminio prima in mano ad Alcan poi a Novelis, ma dal 1916 al 2005 il sito, dove ancora si trovano 40mila metri quadri di capannoni dismessi, ha visto avvicendarsi colossi industriali dediti alla produzione di esplosivi e pesticidi. «È questo il punto, questione tutt'altro che chiusa» dice Nevio Perna Legambiente-Dora Baltea che respira. Sabato sarà presentato anche il piano strategico di sviluppo promosso da Comuni di Andrate, Carema, Chiaverano, Montalto, Nomaglio, Quincinetto, Settimo Vittone, Tavagnasco che hanno aderito a una prospettiva di sviluppo sostenibile del territorio contro le attività produttive a impatto ambientale. Ancora Perna; «Penso sia utile riflettere su quanto avvenne nel 1983 a proposito della lavorazione dell'amianto che avrebbe dovuto svolgersi nel sito industriale di Borgofranco. Si trattava dell'Isochimica che si realizzò poi ad Avellino. Anche allora si parlava di posti di lavoro e di timori infondati. Il resto purtroppo è uscito sui giornali in questi giorni».