Kiev: siamo pronti a combattere
SEBASTOPOLI Kiev è pronta alla lotta di liberazione della Crimea e le regioni orientali: le truppe sono in stato di "allerta combattimento" dopo le «indicazioni» di una «offensiva su vasta scala» dell'Armata Rossa lungo le frontiere meridionali e orientali. «È lampante che Mosca voglia l'Est», ma «risponderemo, anche con mezzi militari, a tutti i tentativi di impossessarsi dell'Ucraina o di annettere le regioni dell'Est o altre» dice il premier Arsenij Yatsenyuk. Da Washington, dove ha incontrato il capo del Pentagono Chuck Hagel, il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu rassicura: «Le truppe russe sono al confine con l'Ucraina solo per esercitazioni militari, non per attaccare». Intanto dalla Crimea, dopo che ieri la Duma russa ha ratificato l'adesione alla Federazione di Vladimir Putin, il premier della neonata Repubblica Serghiei Aksionov annuncia: «I soldati delle basi dell'Ucraina in Crimea stanno defezionando in massa» e aderiscono alla flotta del Mar Nero. Secondo l'agenzia Interfax, in Crimea finora sono 72 le unità delle forze armate ucraine, tra cui sei navi da guerra e 25 vascelli ausiliari, passate coi russi. La brezza gelida che spazza Sebastopoli si trasforma in vento di guerra. Mosca e la Crimea sono pronti a difendere i russi nelle regioni filorusse dell'Ucraina, da Donetsk fino a Cherson. L'escalation è palpabile, nonostante la telefonata di ieri tra Shoigu e il collega ucraino Igor Tenyukh. «Le parti continuano a discutere vari aspetti della crisi e le misure per la de-escalation delle tensioni nella penisola di Crimea» si legge in una nota diffusa da Mosca. Ma gli Stati Uniti parlano di «movimenti illegittimi delle truppe russe. A Sebastopoli, come a Sinferopoli, un manipolo di basi ha ancora la bandiera di Kiev issata. Nella A4416 la situazione è irreale: i soldati ucraini presidiano il cancello di ingresso, senza armi. Siete preoccupati? «No, affatto» rispondono orgogliosi in russo. Il blindato che fino a due giorni fa bloccava la strada di accesso è all'interno. Intorno non si vede l'ombra di soldati russi, o miliziani della Crimea. A un chilometro sorge l'altra base ucraina: la situazione è identica a quella di mercoledì. I soldati russi stazionano di fronte, fanno riprese con gli iPad. C'è chi scambia qualche parola con i l "nemico". Sulle strade sfilano camion carichi di soldati, diretti nelle basi vicine già occupate. Molti si intravedono in una struttura nei pressi del "delfinario", una zona di Sebastopoli dove la leggenda vuole i russi addestratori di delfini per compiere "azioni di guerriglia" in mare. In serata partono nuove "cannonate" nella guerra di propaganda: fonti di Kiev accusano i russi di aver assaltato una nave all'ancora a Sebastopoli. Un portavoce della flotta del Mar Nero smentisce: «Tutto falso».