La rinascita dello storico Asd Tc Favria

di Mauro Giubellini wFAVRIA «Ci saremmo iscritti al concorso della Sentinella da tempo, ma prima volevamo che tutti i dettagli del nostro progetto fossero definiti». Così il neo presidente dell'Asd Tennis Favria, il maestro Davide Catalano. «Dopo le esperienze maturate a San Carlo e Front si è presentata un'occasione: rilevare uno dei circoli tennistici più blasonati del Canavese, il Tc Favria». E da qui parte un progetto molto ambizioso: «L'obiettivo principale è quello di avvicinare i bambini ed i ragazzi allo sport, abbinando attività tecniche, didattiche e motorie ad un ambiente a dimensione di famiglia. In sintesi: a tutto ciò che è contemplato nei programmi della federazione italiana tennis, dai corsi di avviamento ai tornei agonistici sino alla preparazione atletica, vorremmo creare per tutti i soci, amici e simpatizzanti un ambiente frizzante ed accogliente dove trascorrere qualche ora in serenità, magari attraverso iniziative ludiche, serate a tema, gite, estate ragazzi. In eredità abbiamo gli oltre cento soci che questo circolo, fatto crescere e decollare grazie ai sacrifici di Paola e del mitico Bubu Valovatto, e una location straordinaria, in pieno centro ma immerso nel verde del Parco Bonaudo». Con Davide Catalano, in quest'avventura, c'è l'amico di sempre, Cristian Oggero. «Vorremmo rompere gli schemi che da sempre impediscono al movimento tennistico di crescere: la nostra prima proposta è di abbattere i campanili». Abbattere i campanili? «Certo. Far sinergia tra i vari club. Un esempio. Creare una tessere per cui si possa giocare in più circoli». «Utopia? Forse - conclude Davide Catalano - negli anni ho visto molti talenti sbocciare e poi appassire tra i muri di casa. Uno degli obiettivi della nostra associazione è quella di creare le condizioni affinchè non vi sia nessuna barriera per la pratica dello sport. Nè di censo, religione e razza - scherza, - e poi, se qualche bambino dovesse dimostrare di avere grandi potenzialità, saremmo i primi ad essere felici nel vedergli spiccare il volo. Nello sport e nella vita. Sicuri che anche noi avremmo dato il nostro piccolo contributo».