Cassano stende il Milan, rivolta ultras

MILANO La sconfitta con il Parma fa male ma in rossonero bruciano di più le accuse pesanti degli ultras contro il Milan, la sua dirigenza a cominciare da Galliani, i giocatori, soprattutto Balotelli, troppo discontinuo e svogliato. "Indegni" è il grido che accompagna i rossoneri prima, durante e dopo la partita persa malamente per 2-4. La tensione sale allo scadere del 90': i tifosi si assiepano fuori dallo stadio, protestano, accusano. Così, in uno spogliatoio silenzioso e mesto, viene presa la decisione di incontrare alcuni capi della Curva Sud. Il tentativo è quello di riportare un minimo di serenità in un ambiente scosso e provato. Seedorf ci mette la faccia e, insieme a Kakà, Balotelli, Bonera e Abate, incontra i tifosi in una sala dell'area Executive del Meazza. Pochi minuti per spiegarsi e chiarirsi. Il rimprovero più forte mosso dagli ultras è lo scarso attaccamento alla maglia, troppi atteggiamenti non sono affatto piaciuti. Balotelli viene chiamato direttamente in causa: verso di lui c'è una profonda delusione. Il rendimento in campo è altalenante, troppo spesso sembra svogliato e pigro. Inoltre, il suo carattere e i suoi exploit su Twitter collidono con le aspettative dei tifosi che lo vorrebbero più sobrio e concentrato. Balotelli parla, promette di cambiare, usa toni concilianti, è umile, secondo quanto raccontano gli stessi ultrà. Alla fine, Seedorf spiega il senso di un incontro: «Sono sempre situazioni delicate. È stato un confronto pacifico tra persone che hanno a cuore questa maglia e questa società. Ci sono anche cose positive perché da parte di tutti c'è grande rispetto per i colori del Milan». Una giornata - quella di ieri - che segna tutti. Nessuno ha voglia di parlare. Adriano Galliani è provato, amareggiato per la scarsa memoria dei tifosi, deluso dalle critiche ingenerose verso di lui e verso Balotelli. «Galliani vattene», scandiscono i tifosi durante la protesta. Lui risponde richiamando una storia fatta di successi: «Fa male la contestazione? Certo che fa male, bisogna ricordarsi tutto il percorso di questo Milan. Abbiamo fatto per 15 volte le coppe europe, per 13 la Champions League. È capitato a tutte di star fuori dall'Europa. Speriamo non accada a noi, ma ci rifaremo l'anno prossimo». Galliani difende la scelta di aver preso un giocatore controverso come Balotelli: «È l'attaccante che ha fatto più gol per il Milan. Nessuno si ricorda i 12 gol in 13 partite. Balotelli ha fatto tanto e tanto altro farà, non penso che con la contestazione si possa tirare il meglio dai giocatori». Galliani ribadisce il proprio legame con Allegri smentendo però di non aver voluto Seedorf sulla panchina. Sullo sfondo, rimangono le voci di una possibile vendita del club. Tutti smentiscono ma il momento è fra i più neri di tutta la storia del Milan. Sul fronte Parma, Antonio Cassano sogna il Mondiale. Non ne ha mai giocato uno e, a quasi 32 anni, quella in Brasile è l'ultima opportunità. I due gol al Milan, da ex, sono un messaggio a Prandelli. «Devo ringraziarlo - dice Cassano a Sky - perchè mi ha portato all'Europeo. Mi piacerebbe metterlo in difficoltà nelle scelte. Ma non dipende da me, meglio di così non posso fare. Non posso andare sulla luna...».