Carrefour, la solidarietà salva 100 posti di lavoro
IVREA. Confindustria Ivrea Canavese (in foto la sede) con Turismo Torino e Provincia promuovono la raccolta delle informazioni funzionale al Calendario 2014 degli eventi in Canavese, intitolato Fino al prossimo Carnevale. In pratica, sarà possibile segnalare gli eventi che avranno luogo entro il 18 febbraio 2015 (data di conclusione del prossimo Carnevale). Le segnalazioni potranno essere effettuate da parte di Comuni, enti, associazioni impegnate sul territorio, in modo immediato accedendo al sito internet del Gruppo turismo www.canaveseturismo.org nell'apposita area dedicata. In alternativa è possibile richiedere l'apposita scheda cartacea alla segreteria di Confindustria Ivrea Canavese. Le segnalazioni dovranno pervenire entro mercoledì 26 marzo. di Simona Bombonato w IVREA Contratti di solidarietà per altri 24 mesi e per tutti i 100 dipendenti: Carrefour Burolo salva i posti di lavoro posticipando la scadenza degli ammortizzatori a cui ha fatto ricorso per la prima volta cinque anni fa. Cinque anni non facili in cui a Burolo si sono succedute due mobilità e un primo accordo sui contratti di solidarietà, durante i quali la grande distribuzione organizzata ha perso in Canavese il 20% dei posti di lavoro, passando da 720 a 600 considerate le 7 realtà presenti sul territorio. A Burolo, questa seconda trattativa andata in porto è stata siglata quando i responsabili del centro commerciale che fa capo al direttore Nicola Santini parevano orientati a proporre la mobilità volontaria. Si tratta comunque di un risultato. Dalla sede milanese del colosso francese, primo gruppo al dettaglio in Europa in termini di reddito e vendite presente in Italia dai primi anni Settanta, fanno sapere che per policy aziendale la catena non rilascia dichiarazioni su questioni di natura sindacale. Sta di fatto che con i contratti di solidarietà i dipendenti lavoreranno 25 ore in meno, quindi percepiranno buste paga più leggere del 25%, ma sapranno di aver scongiurato i tagli. Fino al 2016, i dipendenti Carrefour di Burolo sono infatti al riparo dalle riduzioni di personale che la catena francese starebbe valutando proprio in Piemonte, con 180 esuberi complessivi quasi certi. «L'accordo è andato in porto, nota non negativa in un contesto comunque preoccupante – commenta Sergio Dovana di Filcams Cgil Ivrea –. Nel settore il turn over è fermo e quando entra personale succede in virtù di contratti a tempo che non vengono quasi mai rinnovati. Dall'inizio della crisi, 2008-2009, la grande distribuzione organizzata ha perso nel Canavese il 20% dei posti di lavoro. Quasi tutti i punti vendita sono o in regime di cassa in deroga o sotto contratti di solidarietà». E le prospettive non sono rassicuranti, continua Dovana. «Anni fa la grande distribuzione ha fatto scelte che non abbiamo mai condiviso, optando per aperture sette giorni su sette. Dicevano – prosegue il sindacalista – che così avrebbero aumentato l'occupazione e rimesso in moto i consumi. Non è successa nè l'una nè l'altra cosa. Anzi, hanno finito per penalizzare la qualità del servizio: se apri la domenica e la coda davanti alle poche casse funzionanti ha tempi troppo lunghi perdi i clienti. Senza contare il fenomeno dello scontrino dimezzato, ovvero stesso identico numero di scontrini per importi della metà». Grande distribuzione organizzata, ma anche turismo inteso come mense aziendali, bar, ristoranti, alberghi, agenzie di viaggio. La crisi ha spazzato via altri posti di lavoro anche in queste branche regolamentate dal contratto del commercio. «Meno aziende, meno gente fuori in pausa pranzo – dice Dovana – E infatti in Canavese gli occupati della ristorazione e nelle mense aziendali sono scesi dai 150 del 2008 ai 50 attuali. L'altro lato della medaglia è che pur di mantenere il personale, l'orario di lavoro è stato ridotto del 30%. La conseguenza è un generale impoverimento del servizio che non può che nuocere alla tenuta del comparto in un momento in cui è già fragilissimo». «Ci stiamo insomma giocando quel poco che ci è rimasto dopo i posti di lavoro dell'indotto spazzati via dalla chiusura di Olivetti».