Oggi il sopralluogo sulla pista della tragedia

GRESSONEY-SAINT-JEAN È stata la frattura della vertebra cervicale la causa della morte di Matilde D. L., la bimba milanese di tre anni travolta e uccisa domenica scorsa sulle piste da sci di Gressoney-Saint-Jean da un diciassettenne di Chieri ora indagato per omicidio colposo. A dirlo sono gli esiti dell'autopsia condotta ieri, martedì, ad Aosta, dai medici legali Roberto Testi e Marco De Paoli incaricati dalla Procura per i minori di Torino. Come consulente di parte per la famiglia della vittima era presente il medico legale Rita Celli. Il fascicolo sulla morte della piccola è intanto passato nelle mani della Procura per i minorenni di Torino che ha disposto l'autopsia sul corpo della piccola. E proseguono gli accertamenti della procura di Aosta per valutare se sussistano responsabilità a carico del gestore della pista e di Bruno Thedy, il maestro di sci con cui la bimba, insieme ad altri otto giovanissimi sciatori, stava svolgendo una lezione sulla pista blu del Weissmatten. Per oggi, mercoledì 12 marzo, è in programma un sopralluogo nella zona dell'incidente, avvenuto dietro un dosso segnalato sul quale, secondo il pm aostano Marilinda Mineccia, il giovane è giunto mentre sciava a forte velocità assieme a un amico. Il ragazzo sta vivendo ore di angoscia quello che è per lui un vero e proprio incubo. La famiglia del giovane si è affidata all'avvocato Luciano Paciello che ha rilasciato una dichiarazione all'agenzia Ansa: «Non sono solo il loro difensore, sono un amico. Sono tutti distrutti, il ragazzo continua a ripetere che non sa come farà ad andare avanti. Vorrebbero incontrare i genitori della bambina, anche se sanno bene che è una tragedia immensa. È un fatto che lascia tutti senza parole. Il ragazzo e la sua famiglia hanno detto anche che non hanno alcuna intenzione di sottrarsi alle loro responsabilità qualora venissero accertate». Intanto torna d'attualità il tema della sicurezza sulle piste da sci. Molto è stato fatto in questi anni. Dall'obbligo di rispettare rigorosamente la segnaletica presente sulle piste all'uso di materiali protettivi, come il casco. A volte recita un ruolo fondamentale la fatalità, ma ancor più spesso è l'imprudenza ad innescare le disgrazie. Domenica, innegabilmente ha recitato un ruolo determinante la velocità nella discesa, ma sarà l'inchiesta a certificare l'esatta dinamica ed eventuali responsabilità. Amelio Ambrosi