La lunga scia delle madri assassine

ROMA Edlira Dobrushi, la 37enne albanese che ieri ha ucciso le sue tre bambine, si aggiunge al lungo elenco di mamme che hanno dato, spesso in maniera feroce, la morte ai propri figli, senza risparmiarne nessuno. Madri assassine finite nelle pagine di cronaca ma rimaste forse meno impresse nella memoria dei più perché non diventate un «caso giudiziario» come, ad esempio, Anna Maria Franzoni, in carcere perché ritenuta colpevole di aver ucciso il 30 gennaio 2002 suo figlio Samuele, ma a dispetto della sentenza ormai definitiva ancora innocente per tanti. A volte, invece, a rimanere impressa è la modalità dell'omicidio: il 12 maggio 2002 a Madonna dei Monti, una frazione di Santa Caterina Valfurva (Sondrio), una donna di 31 anni uccise la figlia di 8 mesi mettendola nella lavatrice per un ciclo completo di lavaggio. Il 24 settembre 2009 una donna di 36 anni, italiana, ha ucciso i suoi due figli, un bimbo di sei e una bimba di cinque anni, all'interno della loro abitazione di Castenaso, grosso comune alle porte di Bologna, e poi si è suicidata gettandosi dalla terrazza al secondo piano di una palazzina di via Mazzini, nel centro del paese. Il 7 luglio del 2004 a Vieste (Foggia) Giuseppina Di Bitonto, 33 anni, casalinga, uccide i suoi due figli, una bambina di 5 anni e un maschietto di quasi 2, soffocandoli con del nastro adesivo e poi si suicida nello stesso modo. Il 24 giugno 2002 una donna di 31 anni, residente a Montjovet, uccide i figlioletti di 4 anni e di 21 giorni, annegandoli in un laghetto di Les Illes a Saint Marcel, nei pressi di Aosta. Il 29 giugno 2001 a Cretone, una frazione di Palombara Sabina (Roma), una donna macedone di 36 anni, sposata con un italiano, colta da un raptus, uccide con 30 coltellate i suoi due figli, di 6 e 5 anni. L'11 agosto 2000, a Castel del Sasso (Caserta), una maestra di 36 anni in crisi depressiva, si uccide con le tre figlie di sei, due e un anno, saturando l'interno della macchina con i gas di scarico. Il 30 agosto 1997 a Montecassiano (Macerata) una donna di 37 anni uccide i due figlioletti, un maschio di tre anni e una femmina di sei, strangolandoli e annegandoli e si suicida impiccandosi con una corda a una ringhiera. Sempre nel 1997, il 29 aprile, a Foggia, una donna di 35 anni, che soffriva da tempo di crisi depressive, strangola i due figli di 5 e 8 anni, poi mette i loro corpi su un lettino con le mani congiunte, e si uccide impiccandosi.