Uniti per Caluso punta su lavoro e palestra scolastica
CALUSO Il recupero in termini di posti di lavoro dei 40mila metri quadrati dei capannoni in disuso dell'ex complesso industriale Sferal, la realizzazione della palestra della nuova scuola media, lo sviluppo dell'incubatore naturale, la difesa delle risorse paesaggistiche, il potenziamento delle eccellenze enogastronomiche, attrarre investimenti, la costruzione di une rete di solidarietà con le associazioni per dare una risposta concreta ai bisogni delle persone in difficoltà. E per finire fare sistema sul territorio, entrando nell'orbita della città metropolitana, alleandosi con Ivrea. Va nel concreto il programma della lista Uniti per Caluso, espressione di continuità con l'attuale governo del paese, e che, per l'appunto candida a primo cittadino Danilo Actis Caporale, attuale assessore all'urbanistica, al commercio, nonché vicesindaco. Al suo fianco Fabrizio Giaccone, che era stato assessore allo sviluppo territoriale nella prima legislatura del sindaco Marco Suriani, e che per tre anni è stato il presidente di Caluso da Vivere. Insieme hanno dato un primo assaggio della loro piattaforma programmatica nel corso di un incontro svoltosi lo scorso venerdì nella sala dell'Antico peso. Senza però anticipare nulla sui nomi dei componenti la lista. «Che è stata elaborata partendo da un'esigenza di rinnovamento»- dice Actis Caporale. Lasciando intuire che i candidati sono quasi tutti volti nuovi. Eccezion fatta per due consiglieri, che attualmente siedono in maggioranza. Ovvero Chiara di Sarno e Leonardo Tagliavia. I più giovani. «Rinnovare vuol dire portare idee, energie fresche, metodi nuovi nella proposta per amministrare il paese - aggiunge Actis Caporale - cogliendo le differenti sensibilità per capire ed interpretare al meglio le esigenze della nostra comunità. Ed è a questo spirito costruttivo che è necessario fare riferimento, non a radicalizzazioni e divisioni troppo spinte rispetto al contesto in cui viviamo. Innovare e cambiare non vuol dire rottamare il proprio passato, significa costruire il futuro essendo consapevoli dei percorsi fatto sino ad ora». Sul programma insiste Fabrizio Giaccone: «Per crescere bisogna osare di più. L'esigenza di fare sistema sul territorio canavesano deve diventare un modus operandi reale e non un semplice slogan che da troppi anni caratterizza i programmi e le politiche di sviluppo del Canavese. E Caluso in questo contesto deve giocare un ruolo importante» Lydia Massia