Schiacciato dalla gru Muore agricoltore
PARELLA Il mezzo meccanico con cui stava lavorando nella vigna si è rovesciato e lo ha schiacciato. Alessandro Lupo, 52 anni, agricoltore residente a Cerone di Strambino, è volato da un'altezza di otto metri, dal punto in cui si trovava il cestello teso dal braccio meccanico per consentirgli di potare i rami più alti degli alberi che circondano i vigneti di via Loranzè. Lupo è rimasto ucciso sul colpo. È successo alle 11 di venerdì 7. Un'altra morte bianca in Canavese, la prima di un fine settimana tragico. «Era un uomo buono, generoso e altruista, sempre disponibile a dare una mano a tutti»: così Daniel, il figlio maggiore di Lupo, descrive il papà cercando di trovare un senso a una morte tanto improvvisa quanto assurda. È stata, probabilmente, la sua buona indole a portare Lupo sulle colline di Parella per dare una mano a un amico nella potatura delle piante che si affacciano sulla vigna in via Loranzè. Erano le 11 del mattino. Dal mattino presto Lupo e un altro operaio si erano messi all'opera con un merlo, un camion dotato di braccio con cestello. Lupo si trovava sul cestello e stava tagliando i rami di una pianta molto alta quando è accaduto il dramma. Sulle precise cause si sta cercando di far luce, quello che è certo è che il mezzo ha perso l'equilibrio riversandosi su un lato e precipitando dalla riva sopra la quale si trovava. Lupo è volato giù dal cestello, una caduta di circa otto metri che gli è stata fatale. Quando il collega che lavorava con lui si è ripreso ed è uscito dalla cabina per soccorrerlo si è reso conto che ormai non c'era più nulla da fare. I sanitari del 118 hanno impiegato pochissimo per arrivare sul posto. Una lotta contro il tempo per guadagnare istanti preziosi che però non è servita a nulla. Lupo è deceduto sul colpo. I sanitari hanno potuto soccorrere solo il collega di Lupo ancora sotto shock ma praticamente indenne. Sul luogo della tragedia sono, poi, arrivati anche i vigili del fuoco con diverse squadre, per poter rimuovere il mezzo e mettere in sicurezza l'area. Quindi carabinieri e tecnici dello Spresal dell'Asl/To4 hanno cominciato a svolgere i rilevamenti per poter stabilire l'esatta dinamica. «Non posso ancora crederci – dice il proprietario di casa Lorenzo Vernetti – il terreno non ha ceduto, mi chiedo come sia potuto cadere il camion». Proprio a questa domanda la Procura di Ivrea, che ha aperto un fascicolo per la morte di Alessandro Lupo, dovrà dare una risposta. Su quella sfortunata collina sono, infine, giunti anche i figli della vittima, il maggiore Daniel, 25 anni, e suo fratello Simone 24 anni. «Ancora tre mesi e mio padre sarebbe diventato nonno, con la nascita di mio figlio. Non vedeva l'ora, era felicissimo – racconta Daniel –. Era sempre pronto a dare una mano e venerdì non si è tirato indietro. Quel posto lo conosceva bene perché aveva già fatto tanti lavori a Parella, non riesco ancora a farmene una ragione. Mio papà era un agricoltore, se ne intendeva di lavori manovali di ogni genere, non era certo una persona che trascurava la sicurezza». Nel fine settimana, sono state tantissime le persone che sono andate nella casa dei Lupo in via Centrale 23 in frazione Cerone di Strambino per porgere le condoglianze e stringersi attorno a familiari segnati dalla tragedia. «Papà aveva tante passioni – conclude il figlio maggiore – ma su tutte amava le moto e i motori, tanto che avevamo anche un'officina di famiglia, e amava il Carnevale di Ivrea. Solo qualche giorno fa aveva dato una mano per il carro de I traditori del tiranno, come conducente, perché sopra tirava mio fratello Simone». Il corpo di Alessandro è stato portato all'Istituto di medicina legale di Strambino dove si dovrà attendere l'esito dell'autopsia e la concessione del nulla osta del magistrato prima di procedere alle esequie che avverranno probabilmente questa settimana. Valerio Grosso