Fiocco rosa in cantina È nato un nuovo spumante
ARNAD Cresce la gamma di vini della storica cooperativa La Kiuva di Arnad. E con lei cresce anche la sua attività che la porta ad essere una delle eccellenze della Valle d'Aosta. Il 2014 porta con sé tante novità. A partire proprio dalle etichette, ora in tutto quindici, che vedono il debutto sul mercato di un nuovo prodotto: uno spumante Nebbiolo rosato che è stato battezzato Traverse. Il nuovo vino verrà presentato ufficialmente domani, sabato 8 marzo, con un grande evento che animerà il pomeriggio, a partire dalle 17 per concludersi in serata con una cena tipica. «Si tratta di uno spumante metodo classico del 2008 affinato in cantina per ben 5 anni - spiega il presidente della Cooperativa vitivinicola, Ivo Joly -. Il procedimento ricorda quello dello Champagne. Le bottiglie però non vengono conservate qui in sede ma nelle antiche cantine del Borgo del paese, una diversa per ogni anno di produzione. Le bottiglie vengono capovolte secondo una tempistica ben precisa e restano accucciate, questo è il termine tecnico, per un lustro intero. La produzione, seppur di nicchia, consentirà di soddisfare molti palati: ne sono infatti state prodotte ben cinquemila pezzi». Ma da dove deriva il nome? «Dalle località che segnano il limite tra le colline e le montagne a monte dell'abitato di Arnad – prosegue Joly – un territorio soleggiato dove da sempre si coltiva il vino». La cooperativa, fondata nel 1975, riunisce una sessantina di produttori nell'area compresa tra Arnad, Hône e Montjovet. Ogni anno in media produce 90 mila bottiglie e il mercato non conosce crisi: «Il fatturato nel 2013 è cresciuto del trenta per cento – prosegue Joly -. Abbiamo cambiato la struttura commerciale di vendita diretta e da un anno a questa parte ce ne occupiamo noi con risultati davvero positivi, di cui diamo anche merito al compianto Alberto Capietto, che col suo lavoro aveva dato slancio alle vendite sul mercato italiano». Ma è l'intera organizzazione della Cooperativa ad aver cambiato pelle negli ultimi tempi. «La scelta è stata quella di portare all'interno dell'azienda tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione - puntualizza ancora Joly -. Abbiamo rilevato la gestione del ristorante annesso alla Cantina e ricavato al suo interno, dove prima c'era un bar, uno spazio di vendita dei vini che è anche vetrina delle altre specialità del territorio». La Kiuva è così riuscita a creare nuovi posti di lavoro ponendo le basi per un duraturo sviluppo a beneficio della collettività locale. Amelio Ambrosi