In una busta le monete rubate al museo
di Rita Cola e Vincenzo Iorio wIVREA Una mano ignota aveva fatto sparire parte della collezione numismatica del museo Garda e, anni dopo, una mano altrettanto ignota le ha riconsegnate alla città. È successo ieri mattina, quasi sicuramente tra le 8,30 e le 8,50, quando qualcuno è entrato negli uffici comunali di via Piave, ha salito le scale ed è arrivato al primo piano. Lì, ha infilato una busta gialla, imbottita, delle dimensioni di un quaderno nella cassetta della posta dove il personale lascia le consegne e le comunicazioni interne. E lì è stata ritrovata dalle impiegate. Dentro: 37 monete di epoca romana, medievale e moderna e il medaglione commemorativo di Antonino Pio, risalente al primo secolo dopo Cristo, trovato nel 1895 nel cortile interno della scuola D'Azeglio costruita sopra i resti di una domus romana, dichiarato pezzo unico. Un valore stimato, quello di tutte le monete, secondo i carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico, in 50mila euro. Le 37 monete erano scomparse dall'immensa collezione del museo Garda nei lunghi anni in cui era stato chiuso. Scomparse quando? Esattamente non si sa. Si sa solo che, dopo il furto di una testa bifronte del primo secolo e di un'altra decina di reperti, che alla fine del 2010 era costato il posto all'allora assessore alla Cultura Gianni Cimalando, era stata fatta una ricognizione con la Soprintendenza della collezione numismatica conservata in biblioteca. E, nel gennaio 2012, il sindaco Carlo Della Pepa, constatando che mancavano all'appello 37 monete, aveva presentato una denuncia ai carabinieri. A due anni dalla sottoscrizione di quella denuncia e a quattro dal furto nel magazzino del Garda, le indagini non hanno fatto alcun passo avanti. All'epoca, si era parlato di un furto su commissione destinato al mercato (fiorente) delle collezioni private. Invece, con il ritrovamento di ieri, si apre una nuova pista che fa immaginare, senza troppa fantasia, che quelle monete non abbiano mai lasciato Ivrea. Più che un furto su commissione appare una sorta di dispetto, un'affare tutto interno al palazzo comunale. Ad aprire la busta, ieri mattina, Gianpaolo Costamagna, segretario generale della Fondazione Guelpa. Se l'è trovata sulla scrivania perché era indirizzata proprio alla Fondazione Guelpa, con tanto di etichetta stampata a computer. Quando ha visto il contenuto, è rimasto sorpreso: «All'inizio non ho capito di cosa si trattasse perché ogni moneta era avvolta nel nylon protettivo. Ho aperto il pacchettino più grande e ho riconosciuto il medaglione di Antonino Pio. A quel punto abbiamo avvisato il sindaco e i carabinieri». Sarà difficile scoprire chi, e soprattutto perché, ha fatto ritrovare (o ha restituito) parte della collezione numismatica. I carabinieri del nucleo del patrimonio artistico hanno portato in ufficio a Torino il pacchetto delle monete, alla ricerca di impronte o tracce che saranno analizzate dai Ris di Parma. Così come saranno analizzate le immagini delle telecamere che puntano su piazza di Città e corso Cavour e che, quindi, potrebbero aver ripreso chi, ieri mattina, è entrato negli uffici di via Piave. È certo che si tratta di qualcuno che conosce bene la dislocazione degli uffici comunali. Pochi, infatti, sanno che lì ha sede la Fondazione Guelpa ed è anche curioso che proprio alla Fondazione siano state indirizzate le monete. Nonostante i tanti interrogativi che la vicenda suscita, il sindaco Della Pepa esprime compiacimento: «Dopo gli accertamenti dei carabinieri, le monete saranno esposte al museo Garda. Sono contento che possano tornare ad essere patrimonio della collettività».