Troppe buche sulla 460 e poche risorse

CUORGNÈ. Si è concluso, nella città delle due torri, il monitoraggio della rete stradale attuato nell'ambito del progetto Cuorgnè + sicura dai tecnici comunali. Una mappatura dettagliata dei ripristini da effettuare e che, con un piano di interventi programmati, condizioni meteo permettendo, sarà avviato già nei prossimi giorni. «La questione delle strade dissestate e delle buche ormai investe tutta la nazione e sta realmente diventando un problema anche di sicurezza - afferma il sindaco, Beppe Pezzetto -. Per quanto di nostra competenza, abbiamo provveduto a fare una fotografia puntuale della situazione e stiamo dando il via ad un'attività di ripristino del manto, certamente intervenendo in modo mirato, ma comunque impegnando circa 130 tonnellate di bitume e lavorando in economia utilizzando i nostri mezzi ed il nostro personale». L'intervento partirà, secondo un calendario prefissato, dalle frazioni per, poi, estendersi alle zone più centrali della città. (c.c.) di Mauro Michelotti wRIVAROLO Il tratto incriminato è quello che a sud della Vittoria, la borgata ancora parte del Comune di Rivarolo ma a poche centinaia di metri dall'abitato di Bosconero, conduce sino al bivio per Leinì attraversando i territori dei Comuni di San Benigno e Lombardore. Qui, l'ex statale 460, ora di competenza della Provincia di Torino, è disseminata di buche. Non è una novità, anzi, il problema ciclicamente si ripresenta, ma i rattoppi, dopo le ripetute segnalazioni, non sono più sufficienti. È l'asfalto che non tiene. Bisognerebbe scarificarlo e poi stendere un nuovo tappetino, intervento che non può essere certamente effettuato a febbraio. In attesa che questo avvenga, converrebbe che le biche venissero almeno chiuse per evitare quanto accaduto solo pochi giorni fa, con automobilisti feroci per averci rimesso i semiasse delle macchine che stavano guidano. La protesta monta, ed uno che la raccoglie è Franco Papotti, nella sua veste di consigliere provinciale del gruppo Fratelli d'Italia. Ripetute le sue interrogazioni a Palazzo Cisterna per sollecitare gli interventi. «La 460 è l'arteria che che collega Torino alle valli, e valli significa Parco del Gran Paradiso - dice il capogruppo di FdI - . Se questo è il biglietto d'ingresso per l'area protetta, posso anche immaginare la sensazione di disagio che avvertono i potenziali turisti, al di là della stizza, legittima, di chi invece la strada la percorre tutti i giorni per lavoro. Non si tratta di estetica: c'è un problema reale di sicurezza che va affrontato. Capisco che gestire tremila chilometri di strade come fa la Provincia non è facile, ma alla 460 bisognerà pur metterci mano». Già. Che la situazione sia piuttosto complessa ne è consapevole prima di tutto il referente del settore, l'assessore alla Viabilità, Alberto Avetta. «Nel 2013 abbiamo venduto le nostre proprietà per riuscire ad investire 5 milioni di euro in interventi di bitumatura sulle strade, a fronte dei 10, 15 milioni che sarebbero stati necessari per una manutenzione completa - confessa - . Ciò comporta che si dilatino i tempi di intervento. Se siamo costretti a rifare le pavimentazioni dopo 10, 12 anni, invece che ogni, 7, 8 anni, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: bastano una, due settimane di pioggia e gli asfalti saltano. Quando leggiamo che la spesa pubblica va contenuta, dobbiamo sapere che, di fatto, tutti i governi nazionali, da 3, 4 anni a questa parte, hanno perseguito questo obiettivo gravando quasi esclusivamente sugli enti locali ed impediscono loro di fare manutenzione di scuole, edifici pubblici, strade, appunto». «La 460 - aggiunge Avetta - , sulla quale, lo ricordo, la Provincia ha investito negli ultimi dieci anni oltre 15 milioni di euro in ammodernamento e sicurezza, è un esempio di come gli investimenti in infrastrutture garantiscano buoni risultati.Come detto, però, da qualche anno a questa parte la situazione è drammaticamente cambiata. Per l'anno 2014 lo stanziamento possibile sarà meno della metà rispetto a quanto sarebbe necessario e non ci consentirà di far fronte nemmeno ai prossimi servizi invernali di sgombero della neve e di trattamento preventivo antigelo. I tratti ammalorati dalla stagione invernale in corso sono già inseriti nella nostra programmazione e saranno realizzati non appena le condizioni climatiche lo consentiranno, e compatibilmente con i vincoli che saranno imposti sul nuovo bilancio dell'ente. Al contempo, i nostri cantonieri provvederanno a rappezzare garantendo la percorribilità agli utenti». Chi si lamenta dovrà portare un po' di pazienza, dunque. Non è, forse, la virtù dei forti?