Franchino si ricandida, c'è anche Torno

TAVAGNASCO Giovanni Franchino scioglie le riserve. Dopo l'incontro di mercoledì sera con la sua squadra è ufficiale la sua ricandidatura a sindaco assieme a quella del suo vice, Paolo Torno, in vista delle amministrative. Franchino ha debuttato proprio nel ruolo di primo cittadino nell'agone politico, e punta ora al bis dopo cinque intensi anni di lavoro. Oltre a Torno saranno della partita gli assessori uscenti Lina Franchino e Marco Girodo. Top secret le altre candidature: «Ci saranno molte persone nuove che presenteremo più avanti assieme al nome della lista» dice Franchino. Che spiega così la sua decisione di ricandidarsi: «Mi sono innamorato del Comune, vivo questo incarico con grande passione. Tutti i miei collaboratori hanno dato il massimo, mi hanno supportato e sopportato in maniera davvero encomiabile». A Franchino spirito d'iniziativa e voglia di fare non mancano, assieme a un carattere energico e a volte irruente: «Voglio fare autocritica – prosegue - A volte sono stato troppo provocatore, me ne rendo conto. Avrei potuto mediare di più ed evitare qualche polemica». Il bilancio che traccia di questa legislatura è però foriero di grandi soddisfazioni: «Abbiamo lavorato tanto e portato a termine 347 tra piccoli e grandi lavori». Di cosa va maggiormente orgoglioso? «Dell'allontanamento della prostituzione su strada e della grande collaborazione che abbiamo avuto dai cittadini; c'è stato un dialogo franco e aperto e c'è stata una splendida risposta da parte di tutti ogni qualvolta era necessario rimboccarsi le maniche: penso agli interventi di pulizia effettuati, alle opere di abbellimento, alle recinzioni issate contro i cinghiali negli alpeggi». Franchino cita poi altri obiettivi importanti raggiunti: «Il recupero delle somme Ici non versate della centrale Ganassini ha portato nelle casse comunali 300mila euro e la nuova convenzione con Prodena consente una notevole entrata annuale a beneficio della comunità». Quali gli obiettivi futuri? «Il completamento del nuovo piano regolatore e l'avvio di un piano di sfruttamento delle risorse boschive comunali che sono pari a ben 350 mila quintali di legna». Amelio Ambrosi