Renzi: «Sulle scuole investiamo miliardi»

di Annalisa D'Aprile wROMA Renzi l'aveva già detto nel discorso programmatico al Senato: la scuola è al centro del suo piano di governo, con tanto di investimenti e dead line per lavori sugli edifici scolastici da far partire già nell'estate. E ieri lo ha ripetuto alla Camera: «L'edilizia scolastica non è solo un problema di stabilità delle aule. Non è credibile un Paese che non mette in cantiere una gigantesca battaglia perché la stabilità degli edifici scolastici sia più importante dei conti». E si impegna a un investimento «di miliardi» tramite l'allentamento del patto di stabilità. A breve saranno raccolte le richieste e sarà effettuata una ricognizione sulle esigenze del Paese. Ma qual è lo stato delle nostre scuole? In assenza di un'anagrafe nazionale sull'edilizia scolastica, è Legambiente a fornire annualmente un quadro della situazione. Secondo l'ultimo dossier "Ecosistema scuola 2013", il 37,6 per cento delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, il 40% sono prive del certificato di agibilità, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi. «Ad oggi nessuno sa esattamente quante scuole avrebbero bisogno di interventi - spiega Adriana Bizzarri, Cittadinanzattiva, coordinatrice nazionale della scuola -. Lo stesso Miur ha dati molto parziali. Mentre sappiamo che solo sul fronte della prevenzione incendi e della presenza di amianto negli edifici c'è una situazione fuori controllo». Bizzarri ricorda come dagli anni del boom economico fino agli anni '80 si sia costruito «facendo grande uso dell'amianto». Ecco, è a quelle scuole e strutture nelle zone simiche che per Cittadinanzattiva bisogna dare priorità. Gli edifici. L'indagine di Legambiente ha preso in esame 5.301 strutture di 94 capoluoghi e il 62% è antecedente al 1974, data dell'entrata in vigore della normativa antisismica, mentre il 4,8 per cento è stato costruito tra il 2001 e il 2002. Solo lo 0,6 risulta fabbricato con criteri di bioedilizia, in particolare sono 12 i Comuni che hanno deciso di investire in questo settore. L'8,8% invece è stato costruito con criteri antisismici. La verifica di vulnerabilità sismica è stata realizzata solo sul 27,3% degli edifici. E nei comuni che si trovano in area a rischio sismico e idrogeologico, solo il 21,1% ha compiuto tale verifica. Differenze Nord-Sud. Dal rapporto emerge la disparità territoriale tra Nord e Sud: Trento, Prato e Piacenza sono i primi tre capoluoghi di provincia in graduatoria per qualità dell'edilizia scolastica, al 4° e 5° posto rispettivamente Pordenone e Reggio Emilia. Bisogna invece arrivare alla 23esima posizione per trovare il primo capoluogo di provincia del Sud che è l'Aquila, seguito da Lecce al 27° posto. Olbia è al 40° posto, ma è la prima tra le città delle Isole. Investimenti. Nel 2012 l'investimento medio per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico è stato di 30.345 euro contro i 43.382 del 2011. Nel Nord la media degli investimenti per la manutenzione straordinaria è quasi tre volte quella del Sud, che invece necessiterebbe di un numero maggiore di interventi per via della fragilità del territorio, del rischio idrogeologico, sismico e vulcanico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA