Minotauro, il racconto di Nicodemo Ciccia
CUORGNÈ Il nuovo pentito della 'ndrangheta canavesana ha parlato. Ieri, al tribunale di Torino, Nicodemo Ciccia, affiliato alla locale di Cuorgné, è stato interrogato dai pm Monica Abbatecola e Roberto Sparagna della Dda di Torino nel processo Colpo di coda sulla presenza dell'organizzazione a Chivasso. In videocollegamento, in un lungo interrogatorio, ha iniziato raccontando la sua storia, quella di un ragazzo arrivato a Rivara dalla Calabria nel 1988 e poi entrato nella criminalità comune fino a quella organizzata. «Sono venuto in Piemonte da solo per abitare dai miei zii, poi nel 1990, forse 1991, ho cominciato a frequentare persone del mio stesso paese e poi tramite loro sono entrato nei traffici di droga» ha detto. Poi, arriva il primo guaio con la giustizia: «Nel 1993 sono stato arrestato per traffico di stupefacenti». La droga la prendevano a Volpiano "presso una famiglia di Platì, gli Agresta, Antonino e Savio, le stesse persone imputate per Minotauro". Uscito dal carcere nel 1995 Ciccia cerca di rimettersi in carreggiata. «I primi anni ho condotto una vita regolare, poi ho ricominciato e sono rientrato nel mondo della droga» ha aggiunto. Tornato in carcere nel 2000, viene condannato in primo grado nel 2002, esce ma nel 2005 ci torna per scontare la pena definitiva. I primi dieci giorni, nel carcere di Ivrea, conosce Bruno Iaria, poi viene trasferito a Saluzzo e qui incontra pezzi grossi della 'ndrangheta: Giuseppe Cutellé, Pio Candeloro e Carmine Alvaro. Gli chiedono perché non gli sia mai stata "tagliata la coda", perché non sia mai stato affiliato alla 'ndrangheta. «Nessuno me l'ha chiesto», risponde lui. E così lo "battezzano" in carcere, ma solo dopo aver avuto l'ok di Iaria, ancora detenuto a Ivrea. «Non sapevo che ci fosse la 'ndrangheta nella zona, ma sapevo che Iaria era molto influente - dice ai pm -. Così gli altri hanno scritto una lettera dove dicono che "vogliono darmi un fiore"». Una volta fuori dal carcere riprende il suo percorso. Cerca Iaria e tramite il boss entra nella locale di Cuorgné, dove scala la gerarchia. Dal boss, sulla sua auto, impara molto sulla 'ndrangheta. Molte di quelle intercettazioni sono state ascoltate dagli investigatori permettendo loro di orientarsi nel labirinto del Minotauro. Andrea Giambartolomei