«Gratteri consulente per la criminalità»

Non ha potuto averlo al governo da ministro della Giustizia, come avrebbe voluto, ma Matteo Renzi conta ancora su Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria e magistrato simbolo della lotta alla 'ndrangheta. «Se vorrà essere consulente del premier per la criminalità - ha detto il braccio destro del premier Graziano Delrio - le porte di Palazzo Chigi per lui sono sempre aperte». E lo stesso Renzi in un tweet ha assicurato che è sul suo tavolo il rapporto - cui ha lavorato anche Gratteri - "Per una moderna politica antimafia", preparato da una commissione istituita dall'ex presidente del Consiglio, Enrico Letta. Delrio ha ammesso che il magistrato calabrese era candidato Guardasigilli, ma la nomina è stata stoppata dal Quirinale. «Gratteri - ha spiegato il sottosegretario - era in corsa, eravamo molto determinati su questa scelta, ma c'era un problema molto serio che non avevamo valutato, una grossa ingenuità. Il fatto che un magistrato non vada al ministero della Giustizia è una regola che è impossibile da eludere». Da parte sua il procuratore continua a tacere. «A costo di ripetermi a distanza di 24 ore - ha detto - non dico neppure una sillaba». Sono tuttavia eloquenti le 182 pagine del rapporto predisposto dalla commissione presieduta dal segretario generale della presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli e che Letta aveva inserito nel suo "Impegno Italia" presentato subito prima delle sue dimissioni. Un documento che Renzi ha annunciato di voler valorizzare e sul quale potrebbe dunque basarsi l'eventuale consulenza di Gratteri.