«L'uso ai clienti, non per la massa»
IVREA «Devo fare plin plin», recita una nota pubblicità per indicare il bisogno di servirsi della toilette. Un bisogno che nei giorni clou del carnevale di Ivrea diventa un'emergenza. I bagni chimici, posizionati in vari punti della città, non sarebbero più sufficienti, e le toilette dei bar vengono prese d'assalto. Ma tra i gestori c'è chi non ne può più. E si lamenta. «La legge - attacca Grazia Barberi del bar Piemonte, - parla chiaro: l'uso del bagno è riservato ai clienti. Nei giorni di Carnevale io ho sempre tenuto aperto. Ma non permetto l'utilizzo della toilette a chi non consuma. Il giovedì grasso, il sabato e la domenica la gente è così numerosa che a volte la vaschetta del wc non ha neanche il tempo di ricaricarsi. E purtroppo ci sono davvero tante persone incivili, che sporcano, che non hanno il minimo rispetto. Nei giorni di Carnevale noi cerchiamo di dare il massimo. È vero si guadagna, ma non per questo dobbiamo ritrovarci con la toilette spaccata ed i danni da pagare. Ci vorrebbero più wc chimici». Fabio Acquisto del bar Chillout, proprio all'imbocco di via Palestro, è d'accordo con la collega, tanto che per gestire l'emergenza ha deciso di affittare un wc chimico che sistemerà nelle vicinanze del bar. «Non so ancora quanto mi costerà, ma era l'unica soluzione. Nei giorni di Carnevale io il bar lo tengo aperto, ma ho sempre servito vin brulè, thè, cioccolata calda e caffè all'esterno. Il mio locale è troppo piccolo per reggere la calca di quei giorni. L'uso della toilette l'ho sempre concesso solo alle famiglie, ai bambini. E non ai tanti scalmanati che sono in circolazione soprattutto il giovedì ed il sabato sera. Non voglio ritrovarmi con il bagno spaccato, o con ragazzi che si picchiano nel mio locale. Secondo me c'è un problema di ordine pubblico, che deve essere gestito meglio. Mi rendo conto che non è facile, perché il carnevale è una manifestazione che negli ultimi anni è davvero esplosa. C'è un fiume di gente. E purtroppo in mezzo a tante turisti e persone per bene s'infilano quelli totalmente privi di senso civico. La sorveglianza va quindi potenziata. Di uomini in divisa ne vedo, ma non sono più sufficienti. Io chiederei l'intervento dei celerini, abituati a gestire questo tipo di situazioni. Mi dicono che non voglio militarizzare la città, ma quella è l'unica strada percorribile». «Poi – aggiunge - voglio sfatare un altro mito: non è vero che a Carnevale i bar fanno incassi da favola. Sì, guadagniamo, ma con vin brulè e caffè prima di far cifra ce ne vuole. E comunque viva il Carnevale». L'uso della toilette lo concedono a tutti nel bar pasticceria Tamborini in piazza di Città. «Di problemi noi non ne abbiamo mai avuti. Durante i giorni della kermesse - spiega la titolare Bruna Tamborini - mio marito, con pazienza controlla gli ingressi, in modo da evitare disordini. Ma l'uso della toilette deve essere concesso a tutti. Facciamo così da dodici anni, dopo che un agitato ci aveva spaccato il wc». Stesso discorso per il caffè Roma, proprio di fianco il municipio. «Quando ho rilevato il locale l'anno scorso – racconta Dario Colombo – per prima cosa ho dovuto sistemare proprio la toilette che era stata danneggiata da un ubriaco durante il Carnevale. Quindi io il bagno lo concedo a tutti, ma pago una persona per controllare gli ingressi». E così fa anche Cinzia Martinetti, titolare del Caffè del Corso in corso Massimo D'Azeglio. «Però il giovedì sera il bar lo chiudo, mentre per la sfilata del sabato il mio locale resta aperto solo fino al termine dei fuochi d'artificio. Facciamo così da quando siamo stati aggrediti da alcuni ubriachi. Il problema non è nel Carnevale, che è un evento bello ed importate per Ivrea, ma nell'inciviltà della gente, che vedo crescere di giorno in giorno. A preoccuparmi è soprattutto questa cultura del bere diffusa tra i giovani. Un fenomeno che bisogna cercare di sconfiggere». (l.m.)