Assalto portavalori, condanne per il materiale esplosivo

POLLEIN Sono arrivate altre condanne per i presunti rapinatori del portavalori a Pollein del 17 dicembre 2012. Martedì a mezzogiorno il gip del Tribunale di Torino Luisa Ferracane ha condannato Fabrizio Casanova, Vincenzo Pasquino e Michele Bassu per la detenzione di armi da guerra, più precisamente del materiale esplosivo, ritrovato il 20 dicembre 2012 sull'automobile utilizzata dai tre. Quattro anni e sei mesi di reclusione sono stati dati a Bassu. Sei sono gli anni per Casanova, nei confronti del quale il sostituto procuratore Patrizia Gambardella contestava anche il falso perché aveva una patente fasulla. Pasquino, incensurato, ha avuto la condanna più bassa, due anni e due mesi. Il pubblico ministero aveva chiesto per i tre delle condanne più pesanti, dai sei ai nove anni. I tre vennero scoperti il 20 dicembre 2012 dalla squadra mobile della Questura di Torino, che stava seguendo Bassu, latitante per altri reati. Appostati a Rivoli, vicino a un palazzo in cui era nascosto il ricercato sardo, gli agenti di polizia avevano notato Pasquino e Casanova trasportare borsoni pesanti all'interno di un'auto. Fermati per un controllo, i poliziotti scoprirono le armi (due Ak47, cioè i kalashnikov, un fucile a pompa e del materiale esplosivo) e poi trovarono Bassu nascosto nell'appartamento. Per i tre uomini scattarono le manette il giorno stesso. Dai controlli degli esperti della polizia scientifica emersero delle corrispondenze tra quelle armi e quelle usate tre giorni prima da un commando che aveva assaltato un portavalori della All System a Pollein, che stava trasportando l'incasso giornaliero di otto supermercati. E così il 16 aprile scorso la squadra mobile di Aosta, guidata dal dirigente Nicola Donadio, notificò in carcere a Bassu, Casanova e Pasquino l'ordinanza di custodia cautelare per la tentata rapina al furgone blindato. Ad Aosta i tre sono stati processati per tentata rapina e tentato omicidio e a novembre è arrivata la sentenza: Casanova ha rimediato una pena di 12 anni col rito abbreviato, Bassu è stato condannato a 9 anni e 4 mesi, mentre Pasquino è stato assolto perché non faceva parte del comando assalitore. Il giudice torinese invece li ha processati per il porto d'armi da guerra, ma solo per la detenzione dell'esplosivo e non per gli Ak47 e i fucili a pompa, per i quali sono già stati processati. Ora l'avvocato Mauro Molinengo, difensore di Pasquino, chiederà la scarcerazione del suo cliente che ha già passato in carcere 13 mesi. Andrea Giambartolomei