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FIORANO Oggi Fiorano è un paese di circa 900 abitanti alla ricerca di un suo stile, domani, grazie alla variante generale al Piano regolatore, adottata dal consiglio comunale riunito la settimana scorsa, conta di aumentare i residenti del 10% e vuole caratterizzarsi per un prezioso impianto urbanistico che privilegia il recupero dell'esistente e la tutela del verde. «Fiorano – commenta soddisfatta il sindaco Laura Fogliato – tornerà ad essere un paese vivo in cui è bello vivere». L'iter del documento di programmazione urbanistica redatto dall'architetto Giovanni Ressia di Romano, cominciato cinque anni fa, è stato seguito, passo dopo passo, fino all'adozione del progetto definitivo, dall'assessore Federico Aime: «La variante dà al paese una vocazione residenziale – spiega Aime – dopo decenni di paralisi, legata sia agli eventi alluvionali e quindi al fatto di essere all'interno del nodo idraulico di Ivrea, sia al vecchio Prg che non consentiva interventi nel centro storico. Ciò ha comportato una paralisi per l'edilizia residenziale: non si poteva costruire nelle zone a rischio esondazione, ma non si poteva neanche recuperare l'esistente. In questa direzione che abbiamo puntato gli obiettivi della variante generale. Le abitazioni del centro storico, comprese le pertinenze, come i vecchi fienili, potranno essere ristrutturate, seguendo una modalità di costruzione che darà al paese il suo charme». Per fare esempi concreti i nuovi tetti dovranno avere i coppi, i serramenti non dovranno essere di alluminio, verrà introdotto un piano del colore. Le previsioni sono di ricavare un centinaio di nuove abitazioni. Restando in tema di centro storico la variante ha disegnato anche una seconda area, il nucleo antico, che comprende gli edifici di pregio, come la chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, il complesso degli edifici della parrocchia e dell'antico ricetto, attiguo al castello: «Ora che il paese è protetto dalle arginature, che sono state già collaudate, abbiamo poi previsto una nuova area a destinazione residenziale – aggiunge Aime – nella zona a nord, verso Lessolo. Anche in questo caso il piano fornisce le modalità di costruzione; no alle villette a schiera e ai grandi agglomerati, ma casette con spazi multifunzione da destinare a posteggi e verde pubblico. Il consumo del suolo sarà minimo: le aree di nuovo impianto saranno compensate da ricomposizioni di vegetazione delle aree a monte del concentrico e nei pressi della chiesa di San Grato». Si riduce invece l'area degli insediamenti produttivi, che è all'imbocco del paese, in favore dell'edilizia residenziale: «Del resto il vecchio Pip (Piano insediamenti produttivi) non è mai decollato – chiosa Aime – e nemmeno abbiamo avuto richieste per costruire capannoni industriali. Così l'abbiamo cancellata». Trascorsi 30 giorni per le eventuali altre osservazioni, la variante generale, che comprende la Vas (Valutazione ambientale strategica) tornerà in Regione per l'ok definitivo. Lydia Massia