Sos casa, 54 in lista per due alloggi
di Simona Bombonato w PAVONE Cinquantaquattro aspiranti inquilini da 20 paesi dell'Eporediese per appena due appartamenti. Due alloggi a canone sociale dei 22 presenti a Pavone che il rinnovo del bando di concorso emesso un anno fa andrà ad assegnare il mese prossimo sulla base della graduatoria provvisoria stilata in questi giorni. Gli uffici elaboreranno l'istruttoria e spediranno alla commissione competente in Regione. Che i numeri raccontino i contorni di un'emergenza abitativa ormai conclamata, con uno stock di alloggi molto al di sotto della richiesta sempre più consistente, è lì da vedere. Scorrendo la graduatoria emerge che ai due appartamenti di via Dietro Castello ambiscono 10 pavonesi e 14 residenti a Ivrea, i Comuni più rappresentati in elenco. Del resto, Pavone ha indetto l'ultimo bando 4 anni fa. Ivrea conta 159 persone in lista di attesa per 504 appartamenti di cui 246 gestiti dall'Azienda territoriale per la casa di Torino e Provincia (Atc), gli altri dal Comune. Poi ci sono aspiranti inquilini dai Comuni privi di case popolari, come Fiorano, e che in virtù del principio dei vasi comunicanti che apre la graduatoria ai residenti di tutti i Comuni dell'Ambito territoriale 18 di cui Pavone fa parte, possono almeno mettersi in lista. Si tratta di Banchette, Samone, Fiorano, Quincinetto, Borgofranco, Lessolo, Montalto Dora, Caravino, Settimo Rottaro, Borgomasino, Albiano, Loranzè, Settimo Vittone, Salerano, Tavagnasco, Piverone, Vestignè, Parella. La quasi totalità dei Comuni dell'Eporediese. «La novità tra questo bando, il primo con la nuova legge, e il prossimo tra quattro anni – spiegano dall'Ufficio servizi sociali di Pavone – è che ad assegnazioni effettuate la graduatoria viene comunque tenuta aggiornata e inviata in Regione, di modo che gli esclusi vengano di pari passo riconsiderati nel momento in cui si liberano altri alloggi nel contesto dell'ambito. Ovviamente, a parità di punteggio, passa la domanda più datata». Emergenza casa. «Lo è indubbiamente – dice il sindaco di Pavone Maria Aprile –. A Pavone abbiamo 22 alloggi: venti sono occupati e la richiesta è notevole». Addirittura 63 per nessun posto disponibile nel 2009, a un anno dell'inizio della crisi. «C'è di buono che il lavoro di rete che applica l'ambito territoriale – ancora Aprile – tenta almeno di dare una risposta concreta a quella che è ormai un'emergenza vera e propria. Pavone come altri Comuni ha dovuto gestire il dopo sfratto in più di un caso, parlo di persone in affitto da privati che non sono più riuscite a pagare». A Fiorano l'edilizia sociale convenzionata non c'è. Il sindaco Laura Fogliato: «Non se ne è fatta in passato e oggi è impensabile. La nostra è una situazione particolare che dovremmo riuscire a sbloccare con il nuovo piano regolatore ormai prossimo alla conclusione, ci speriamo». Un'espansione edilizia bloccata, continua Fogliato, dalle alluvioni e dai lavori di ricostruzione degli argini che ha «finito per ingessare completamente la disponibilità di nuovi alloggi da affittare da parte dei privati. Il clima sociale però e preoccupante e anche nei piccoli Comuni come il nostro c'è chi ti racconta di essere nell'impossibilità di pagare il ticket di un esame medico».