«Boia», bufera sui grillini per l'insulto a Napolitano

di Maria Berlinguer wROMA «In questo momento Napolitano è il boia delle opposizioni, per cucire loro la bocca, anzi per tagliarci quasi la testa». È questa la sintesi dell'invettiva senza precedenti scagliata dal deputato grillino, Giorgio Sorial, contro il capo dello Stato, che ha scatenato l'immediata reazione di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. E che ora potrebbe costare cara al Movimento 5 Stelle se davvero la procura di Roma sta valutando se esistano gli estremi per un'azione penale per «vilipendio al capo dello Stato». In una conferenza stampa indetta alla Camera per denunciare l'abuso dei decreti legge i pentastellati confermano l'intenzione di proporre l'impeachment per il Quirinale e attaccano a testa bassa. Napolitano dovrebbe garantire il rispetto delle opposizioni ma non solo ha dimostrato di non farlo, ma «più di una volta si è espresso contro il Movimento 5 Stelle», dice Sorial. I grillini sommergeranno il Colle con una valanga di lettere ogni volta che sarà approvato un decreto. Napolitano «è un boia» ed è lui il garante delle larghe intese. «Attacchi indegni, siamo al punto di non ritorno», scrive Enrico Letta. Il primo a reagire ad un affondo che spiazza persino i grillini è il segretario del Pd Matteo Renzi. «Un deputato del Movimento 5 Stelle ha offeso il presidente dandogli del boia: è un atteggiamento insopportabile e una forma di stupidità prima ancora che di violenza verbale che non ha eguali nella storia repubblicana», scrive su Facebook. «Basta essere ostaggio di chi insulta», aggiunge il segretario dem esprimendo solidarietà a Napolitano. «Non possiamo accettare un linguaggio della politica così volgare e violento: massima solidarietà a Napolitano» twitta il presidente del Senato Pietro Grasso. «Piena solidarietà a Napolitano, contro di lui insulti inaccettabili e volgari», aggiunge Laura Boldrini, presidente della Camera. «Grillo e i vertici parlamentari del Movimento 5 Stelle prendano le distanze dall'ignoranza istituzionale e dalla gratuita volgarità degli apprezzamenti espressi dal "cittadino" Sorial», chiedono Paolo Romani e Anna Maria Bernini, capogruppo e vice di Forza Italia al Senato. «Le parole di Sorial sono l'esempio più spregevole della subcultura del disprezzo che alimenta i gesti e le parole di M5S», avverte il Pd Dario Nardella che agli smemorati grillini ricorda come «boia chi molla» fosse un motto caro alle squadre di fascisti e di repubblichini che hanno «perpetrato i delitti più efferati». Persino il leghista Matteo Salvini prende le distanze da Sorial. «Napolitano non è il mio presidente ma dargli del boia è una inutile sciocchezza». Ma è tra i parlamentari grillini che serpeggia il vero malumore. Mentre il Pd e altri parlamentari sia di Forza Italia che di Scelta civica abbandonano l'aula quando Soriel prende la parola, il primo parlamentare di seconda generazione è accusato dai colleghi di aver «oscurato» con il suo attacco a sorpresa il contenuto della conferenza stampa del Movimento che era stata indetta per lanciare una forte iniziativa contro l'abuso dei decreti approvati in violazione delle leggi e delle regole. «Non mi faccia dire niente, io sono incaz..issimo» dice più di un deputato M5S lasciando il Transatlantico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA