Dai rifiuti nuovi posti di lavoro
CHIVASSO. Il progetto presentato da Smc che poco più di un anno fa aveva proposto a Montanaro il tanto contestato progetto Km verde, sta suscitando le prime perplessità tra gli ambientalisti, se non altro per la mancanza di coinvolgimento . «Abbiamo appreso solo martedì dal sito del Comune l'esistenza del progetto WastEnd – dichiara il presidente di Legambiente Massimo Tantillo (nella foto) -Pretendiamo di conoscere i dettagli prima di poter esprimere delle considerazioni in merito. Il 7 dicembre abbiamo firmato il Patto fra Sindaci e su quei punti programmatici pretendiamo che le amministrazioni di Montanaro e Chivasso si impegnino, se ciò non dovesse avvenire siamo pronti a dar battaglia». (s.a.) CHIVASSO Un innovativo progetto di sviluppo industriale. Così l'amministrazione ed Smc, società del gruppo Waste Italia che gestisce la discarica in regione Pozzo, descrivono la proposta presentata negli scorsi giorni alla maggioranza e consistente nella realizzazione di «un parco del riciclo in cui i rifiuti potranno diventare materie prime seconde, cioè materie riutilizzabili». L'area prescelta sarebbe inserita nell'area Chind, adiacente all'impianto già gestito in regione Pozzo, area sulla quale da settimane si vocifera che la Smc sia intenzionata ad acquistare lotti. Rumors di corridoio che hanno trovato un fondamento di verità, seppur l'intera situazione sia fluida e in continua evoluzione. Il dato certo è che da parte dell'amministrazione comunale non c'è nessun imbarazzo a parlarne. «Il nome del progetto è WastEnd, l'officina del futuro – si legge in una nota congiunta - fa riferimento alla teoria del zero waste (zero scarto) dove si afferma la necessità di imparare a pensare ai rifiuti come a una risorsa secondo un ciclo chiuso e non più aperto». I materiali di scarto devono quindi essere raccolti in modo differenziato affinché possano essere valorizzati e diventare materie utili per nuove lavorazioni. Si pensi ad esempio alla possibilità di ottenere oggetti in plastica o filati dagli imballaggi, compost dai rifiuti organici o, ancora, alla possibilità di ricavare materiale per piste ciclabili e pannelli anti shock per i parchi giochi dal riutilizzo di pneumatici usati. Si tratterebbe di un progetto unico in Italia che permetterebbe di chiudere il ciclo dei rifiuti e di dare vita a possibilità di filiera con start up di nuove aziende nel settore. Potrebbero esserci ricadute positive sul territorio in quanto potrebbe creare da 20 a 50 posti di lavoro entro 5 anni e dare impulso allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali. Inoltre potrebbe fornire metano per alimentare i mezzi pubblici, orti per i cittadini, laboratori didattici, materiali per asfaltare piste ciclabili o produrre arredi urbani in coerenza con la legge sugli acquisti verdi per la Pubblica amministrazione (Green public procurement). WastEnd dovrebbe articolarsi in diverse fasi e, compatibilmente con le autorizzazioni, essere operativo in due anni. Il primo passo sarà la creazione, accanto all'Ecocentro di Seta, di un centro del riuso in cui i cittadini potranno conferire e ricevere materiali ancora funzionanti o che necessitano di piccole riparazioni ma possono ancora essere usati. In parallelo Smc chiederà l'autorizzazione per il riempimento di alcuni spazi nell'impianto esistente, operazione che non richiederà aumento di consumo di suolo. Particolarmente soddisfatto è il sindaco Libero Ciuffreda: «Ho proposto all'amministrazione comunale di aderire alla delibera Rifiuti zero in accordo con l'assessore all'Ambiente – dichiara il primo cittadino –, per aumentare la raccolta differenziata, la cultura e l'educazione ambientale sul territorio. Avere un centro innovativo di riciclo che guarda al futuro mi inorgoglisce, perché finalmente il rifiuto viene trasformato in risorsa. Attraverso l'ingegnerizzazione dei materiali si apriranno nuove opportunità di lavoro e di ricerca tecnologica, salvaguardando l'ambiente». Silvia Alberto